LA FIA SI PREPARA AL DOPO..

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Nella riunione di ieri il consiglio mondiale del motorsport ha approvato una nuova clausola che permette alla FIA di intervenire in casi straordinari, come l’attuale emergenza, per modificare regolamenti tecnici e sportivi nel corso di un campionato con la maggioranza semplice degli iscritti e non dell’unanimità.  

La clausola aggiunta nel WMSC di ieri va a modificare l’articolo 18.2.4:                                                        Possono essere applicati periodi di preavviso più brevi di quelli sopra menzionati, a condizione che sia ottenuto l’accordo unanime di tutti i concorrenti regolarmente iscritti per il campionato, la coppa, il trofeo, la sfida o la serie in questione. Tuttavia, in circostanze eccezionali, e se la FIA ritiene che il cambiamento in questione sia essenziale per la salvaguardia del campionato, della coppa, del trofeo, della sfida o della serie in questione, è sufficiente l’accordo della maggior parte dei concorrenti regolarmente iscritti.

Una modifica che potrebbe sembrare insignificante, o comunque secondaria, ma in realtà va a completare il quadro della decisione presa il 31 marzo scorso, che conferiva poteri straordinari di intervento nella modifica dei calendari ad un vertice ristretto con a capo il presidente Todt. Un ulteriore passo per avocare alla FIA, un ruolo che dovrebbe essere esclusivo, ma che in realtà dalla fine degli anni novanta ha assistito ad un invasione di campo dei promoter e delle squadre che partecipano a questo oppure a quel campionato. Una decisione che potrebbe andare a dirimere questioni spinose, evitando si registrino lunghe fasi di stallo, un preludio ad eventuali interventi in Formula Uno, ma anche nel WRC. E’ abbastanza evidente che dopo anni di trasferimento di competenze sportive e tecniche, passate dalle mani dell’arbitro a quelle dei giocatori la FIA sta recuperando la centralità del suo ruolo. Così da rispondere prontamente alle evoluzione che proporrà in questi mesi l’emergenza sanitaria, ma anche evitare situazioni imbarazzanti come i casi di Covid-19 registrati al Gp di Australia e nel rally del Messico.     

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