RALLY SPRINT FALLIMENTO ANNUNCIATO

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Le commissioni disciplinari sono tutte in ferie e per idee e proposte bisognerà attendere settembre, parlando di rally abbiamo già affrontato un paio di priorità legate ai campionati maggiori, ma sarebbe molto importante ritornare sull’argomento rally sprint, un flop totale che però apre un argomento su delle attività di base che devono trovare soluzioni adeguate al panorama attuale.

Che sarebbe stato un fallimento era scontato, non arrivare però a mettere assieme almeno una gara test la dice lunga sulla scollamento di una decisione presa rispolverando il passato senza però fare minimamente di conto con il presente. Il fatto che nemmeno una gara sia stata messa a calendario, e non sia arrivato da Aci Sport un input almeno ad un paio di organi provinciali o regionali per tentare almeno un paio di prove sperimentali, la dice lunga quando si parla di attività di base dello scollamento generale dalla realtà. Al varo del regolamento avevamo indicato due ostacoli enormi, i budget e la partecipazione, come era però prevedibile è bastato il primo per fare colare a picco il progetto. Assicurazioni fuori controllo, strutture e costi organizzativi in linea con le gare nazionali non titolate, inevitabilmente andavano ad alzare la soglia di un teorico pareggio organizzativo. Questo oovviamente con delle tasse di iscrizione per i concorrenti più basse, ma comunque poco appetibili, l’economia ha quindi affondato in maniera impietosa il dossier rally sprint. Un peccato perché oggi sono praticamente sparite le discipline di base, in particolare nei rally non c’è più la possibilità di avvicinarsi alla disciplina in maniera soft. Il principio filosofico con il quale si è pensato di reintrodurli è sacrosanto, che ne dica un numero importante di addetti ai lavori, oppure di quei fans che misurano i rally al chilometro. Come in qualsiasi sport però non si può pensare di iniziare con un asticella di avvicinamento alla base troppo professionale. L’idea di riprendere la dove si era tirato un colpo di spugna, alla fine del primo decennio del nuovo millennio, è stato esageratamente semplicistico. Un’altra era galattica, tante cose sono cambiate organizzativamente, mentre il bacino delle vetture ha assistito ad una  rivoluzione totale, a cominciare dall’estinzione totale delle vetture di proprietà. In gara a chilometraggio accorciato, correre in affitto è assolutamente antieconomico per chi noleggia, visto che si arriva a prezzi (al chilometro) all’osso già in gare come i CRZ, cifre sulle quale si spalmano le spese accessorie, trasferte ecc.., ed in una gara più corta o si aumenta il tariffario in maniera importante oppure si rischia di stare sotto la soglia di pareggio. Riproporlo non servirebbe a molto, ma dare un colpo di spugna e non pensarci più sarebbe un errore, mettere a terra qualcosa di nuovo in quattro mesi è al limite dell’impossibile, ma se si vuole tornare ad allargare la base dei partecipanti, la commissione dovrà costituire un gruppo di lavoro ristretto, ma con gente capaci con una visione più aperta.

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