HANKOOK SBANCA IL BARUM

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Il gommista Coreano da quando è nel mondiale, inevitabilmente è nel mirino delle critiche, ed in Finlandia è stato messo sul banco degli accusati anche per le tante uscite di strada, senza però esplicitare una solla ragione logica. Al Barum però nessuno sembra avere fatto caso alle prestazioni Adam Březík ottenute in parte anche grazie alle Hankook e non “nonostante”.

Sulle speciali del Roma Capitale le Hankook hanno patito tantissimo le temperature bollenti, su delle speciali, in particolare quelle in provincia di Rieti, rotte è sconnesse per certi versi simili a quelle del Barum. A quel punto in molti si attendevano una gara in sofferenza anche ad Alba, dove le gomme coreane erano montate sulle Skoda di Andrea Nucita e Isak Reiersen, ed invece sono riusciti a realizzare dei tempi molto vicini a quelli della concorrenza. Un bel punto di domanda visto che le temperature di aria e asfalto erano abbastanza simili a quelle laziali, probabilmente le sconnessioni non erano così tante, la differenza più importante tra le due gare CIAR stava nell’aderenza, con l’asfalto Piemontese che proponeva continui cambi di grip. Un bel punto interrogativo in vista di un Barum decisamente anomalo (in questa edizione) per le temperature e soprattutto per un fondo mai così asciutto, senza nemmeno una placca di umidità mattutina nei tratti di sottobosco. A Zlin le Hankook avevano già vinto nel venti ventiquattro con Dominik Stříteský, in una gara dove però il meteo ci aveva messo lo zampino e le temperature non erano quelle di questa torrida estate. Il termometro questa volta segnava qualcosa in meno di Alba, ed il fondo era secco in carreggiata e fuori, condizioni che da queste parti si sono viste raramente, ed i timori di pagare dazio erano concreti. Invece nonostante delle speciali molto sconnesse, un fondo caldo ma con un grip decisamente inferiore rispetto alle stage delle langhe si è sposato perfettamente alle coperture Coreane. Nelle sette speciali della prima tappa, quattro sono gli scratch Hankook uno di Adam Březík e tre di Phlip Mares. A fine giornata Mares ha pagato una foratura lenta, e qualche sbavatura commessa in precedenza, ma l’impressione data da Březík, leader provvisorio della tappa, sempre molto preciso sulle linee centrali era di avere un qualcosa in più, e questo non potevano che essere le gomme. Dubbi che sono caduti nella seconda frazione quando Adam ha deciso di dare un click al suo passo, sono arrivati quattro scratch su sei speciali. Interprete perfetto di gomma e percorso, capace di raggiungere il limite sussurrando alle gomme, ed evitando i colpi più duri e relative forature, quelle in cui è incappato un paio di volte Mares, un driver con un colpo di volante più ruvido.

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