SKODA RISPONDE A LANCIA CON MIKKELSEN

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In questo avvio di stagione la casa di Mlada Boleslav ha rappresentato un enorme punto interrogativo, con una formazione indefinita e zero piloti ufficializzati in seno alla Toksport, il team di riferimento Skoda nel WRC. Ma prima con il giovane Virves e subito dopo con Mikkelsen ha messo su una formazione in grado di tenere testa alla Lancia.

In prima linea assieme alla nuova Lancia Ypsilon Rally2 alla presentazione del WRC, una settimana prima del via al Montecarlo, era evidente che la casa di Mlada oltre a tentare nuovamente la sfida al WRC2, avrebbe continuando a investire sull’immagine con il promotore del WRC. Non era però chiaro quale sarebbe stata la formazione visto che a calare le carte sino a quel momento erano stati solamente i team satelliti come Delta, Orsak e Raceseven, ma all’appello mancava Toksport oramai da anni la squadra di riferimento dove Skoda parcheggia le sue punte di diamante. Probabilmente non si è trattato solo di casualità legata a lungaggini contrattuali, ma l’impressione è quella di una scelta ponderata per pesare il potenziale della nuova Ypsilon Rally2 HF Integrale, allora prossima al debutto Monegasco. Una scelta che ha tagliato fuori e anche la Svezia, ad appena tre settimane dal Monte. Come era prevedibile a fine gennaio è arrivata la conferma del giovane Estone Virves, con qualche punto interrogativo legato alla sua prima gara, ovvero il Safari, gara difficile dove Robert non ha mai corso. Quando il Safari ha presentato il suo elenco iscritti il disegno della casa Ceca è sembrato subito più chiaro, con il ritorno a sorpresa di un cagnaccio di grande esperienza come Andreas Mikkelsen, che ha nel suo palmares ben due titoli WRC2, l’ultimo vinto nel venti ventitré. Ad affiancare Andreas alle note debutterà il trentunenne Jørn Listerud, che l’anno passato dettava le note a Brynildsen. Il debutto al Safari tatticamente è una scelta ineccepibile, la macchina ha dimostrato di essere la più solida del lotto, e si è imposta in tutte le edizioni della corsa africana. Andreas anche se non ha mai disputato il Safari, è sicuramente tra i piloti più solidi del capace di tenere un passo adeguato ad una gara tra le più dure del mondiale. Il Safari nelle poche edizioni disputate ha visto imporsi sempre le vetture targate Skoda, per due volte Kajetanowicz, e altre due Greensmith, due buoni passisti ma senza particolari spunti velocistici. E’ evidente che molti dei tempi realizzati da Rossel, ma in particolare quell’intermedio prima della toccata sulla prima speciale, hanno fatto suonare un campanello di allarme, e dopo due stagioni dove in Skoda hanno puntato tutto sui giovani, hanno optato per aggiungere un pizzico in più di esperienza. Quello che a Montecarlo è mancato alla Lancia. Un interlocuzione quella con Mikkelsen che era in atto da qualche tempo, come aveva fatto intuire la presenza del norvegese al volante della Fabia RS, con la livrea dei 125 anni, nell’esibizione che nel pomeriggio di Montecarlo ha preceduto la mini speciale sul circuito della F1.

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