Un lungo periodo di silenzio aveva fatto temere per le sorti del Vermentino, ma Pietro Calvia Rassinaby uno degli organizzatori della gara di Berchidda, ha sciolto i timori sull’appuntamento CIRT che si terra nel fine settimana a cavallo tra ottobre e novembre, ad un mesetto dal rally Italia Sardegna.
“Mettere assieme un appuntamento del campionato su terra Italiano è sempre molto complicato, forse questa volta abbiamo dovuto sciogliere qualche noto in più, ma il nostro obbiettivo è sempre stato quello di realizzare una gara che noi e il territorio sentiamo in maniera particolare. Probabilmente impegnati a curare i rapporti con i partner e i concorrenti, abbiamo trascurato l’elemento comunicazione, ed il silenzio inevitabilmente ha contribuito a creare dei timori. Ad oggi mancano ancora un paio di tasselli, ma siamo fiduciosi sulle risposte e possiamo affermare che la gara è confermata.” Una delle cose che colpisce nel cambio data è l’essersi spostati a fine ottobre, quando a settembre sarebbe stata una perfetta gara test per l’Italia Sardegna WRC, un’opportunità interessante anche per andare a rimpolpare l’elenco iscritti? “In più di una occasione in passato abbiamo richiesto la possibilità di potere fare una gara test, ma la filosofia è sempre stata quella di dare priorità al mondiale. Anche se le Rally2 sono vetture meno aggressive l’obbiettivo è quello di mantenere il fondo nelle migliori condizioni possibili per l’appuntamento clou.” Ma non si rischia il contrario passando dopo il mondiale con delle strade distrutte? “In realtà la gara viene pensata per toccare solamente in maniera marginale il percorso del WRC. In questa edizione c’è solamente un tratto marginale sulla prova del monte Lerno che sarà utilizzato anche nel percorso del WRC, purtroppo a volte sulle scelte del percorso incide anche l’andamento stagionale. In passato ci siamo trovati a fare i conti con dei temporali molto pesanti, e quando questo succede qualche settimana, oppure un mese prima della gara spesso è impossibile ripristinare in tempo utile. Quest’anno non ci sarà più la speciale nel campo eolico di Tula, una prova che propone tante varianti, ma è sempre molto sassosa per cui siamo andati in contro in maniera particolare alle richieste dei piloti delle storiche. Giustamente i più attenti ad evitare delle speciali troppo dure per delle vetture tendenzialmente più fragili.”
