ACI PENSA A UN 2028 TRA ROMA E SARDEGNA

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Contemporaneamente all’annuncio del calendario WRC l’ACI ha pubblicato una nota sul rally WRC made in Italy che la prossima stagione si trasferirà all’ombra del Colosseo, ma ha annunciato di stare lavorando ad una gara per il 2028 con partenza da Roma per poi trasferirsi sulle speciali sterrate della Sardegna.

Il passaggio dagli sterrati della Sardegna agli asfalti del Roma Capitale in questa ultima settimana ha regalato un dietro alle quinte decisamente movimentato con alle spalle uno scontro politico durissimo, con degli inattesi ribaltamenti. A riaccendere la miccia è stata Alessandra Todde (la governatrice della Sardegna) che alla conferenza di presentazione ha calato un corposo rilancio economico, ed il venerdì in una riunione con i vertici ACI, FIA e Promotore ha concretizzato, ed a quel punto l’ago della bilancia a sorpresa si è spostato nuovamente dalla parte isolana. Una situazione che però si nuovamente ribaltata quando si sono spente le luci della gara, da Roma è arrivato un rilancio con il rinnovo delle pressioni governative che ha riportato definitive l’ago della bilancia sul Roma Capitale. Come era facile immaginare nella nota ACI il cerino è stato lasciato nelle mani di FIA e Promoter, in realtà trattandosi di due gare che nel caso abbiano la validità mondiale saranno organizzate ufficialmente con licenza ACI, e difficile immaginare a decidere possa essere solamente chi ratifica le proposte ricevute. Sulle quali al massimo può proporre dei veti, vedi il Portogallo. Ma a parte questi dettagli sui quali anche ACI è sembrata legata ad una scelta dal sapore esclusivamente politica, con tutta la Sardegna coalizzata per tenersi stretta la gara tranne una sola eccezione. Ma a sorprendere è stata la parte della nota che ha parlato di lavorare ad un 2028 con partenza da Roma, ed eventuale speciale all’ombra del Colosseo, per poi trasferirsi sulla terra della Sardegna. Un eventualità della quale durante il Sardegna si era parlato ma per l’edizione 2027, e comunque nulla a che vedere con una gara mista asfalto terra, come qualcuno ha ventilato. Gare bandite dalla FIA su richiesta dei costruttori, un era chi si è chiusa nel 2019 con l’ultima edizione del Catalunya misto terra asfalto.

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