Con una tappa finale da incorniciare Roberto Daprà e Luca Guglielmetti vanno a scratch anche in una delle tre speciali odierne, e appongono il loro primo sigillo nel CIAR sulle impegnative speciali della Targa Florio, dimostrando di strameritare un successo che sarebbe arrivato nonostante le penalità che hanno rivoluzionato la classifica di ieri sera.
Penalità o meno a firmare il Rally Targa Florio sarebbe comunque stato il pilota Trentino, che su queste speciali velocissime e molto scivolose ha saputo prendere tutto e di più alla sua Skoda Fabia RS Rally2 By Delta Rally. Venticinque anni compiuti da poco Roberto Daprà dopo il secondo posto al Ciocco ha disputato tre round del WRC: Croazia, Canarie e Portogallo, quasi mille chilometri di speciale ai massimi livello divorati in appena un mesetto. Un training serratissimo che gli ha permesso di presentarsi a Palermo in uno stato di forma perfetto, in particolare nelle due gare asfalto ha dovuto misurarsi su due fondi poveri di grip, preparandosi adeguatamente al fondo del Targa Florio. Una differenza che è risaltata soprattutto nelle prime speciali della gara, in Garfagnana aveva lasciato qualche secondo di troppo sulla strada, per una partenza probabilmente troppo guardinga, questa volta è scattato dai blocchi di partenza come un fulmine. Una volta presa la testa l’ha mollata per un paio di speciali a Campedelli, almeno teoricamente, perché al tempo del Romagnolo non erano ancora state applicate le penalità, è andato a riprendersela e l’ha tenuta sino alla fine, con autorità e padronanza. La seconda posizione è per la Lancia Ypsilon Rally2 di Andrea Crugnola, i dieci secondi di penalità lo hanno messo all’angolo, riducendo le sue possibilità di rimontare a meno di un errore del trentino. Velocissimo come sempre al Targa Andrea ha vinto per quattro volte, inanellando le ultime tre edizioni consecutivamente, questa volta c’è andato vicino ma non ha mai dato l’impressione di dare quel qualcosa in più che è nelle sue corde. Come non si fidasse a portare al limite una vettura, molto neutra in grado di andare fortissimo, ma quando si avvicina al 100% quei quattro o cinque punti percentuali non sono così facili da trovare. Se vogliamo una situazione simile a quella di Rossel in Portogallo sempre ad un niente dalla testa, ma in difficoltà a chiudere quei pochi decimi da chi lo precedeva. L’uscita di strada di Avbelj sulla prima speciale odierna spalanca le porte del podio a un Campedelli troppo lontano dai primi, inattaccabile da chi lo tallonava. L’amaro in bocca per la penalità è tanto, senza quei trenta secondi avrebbe potuto giocarsi la piazza d’onore, e magari anche il successo visto che sulla Pollina è inciampato in un testa coda che gli è costato una decina di secondi. Quarto un Nucita con il fiatone, anche senza i quaranta secondi di penalità ha pagato parecchio tempo ai primi, il fondo scivoloso ma soprattutto le temperature più alte rispetto al Ciocco potrebbero avere messo le Hankook in difficoltà. A chiudere la top five ci pensa un pimpante Antonio Rusce, mentre Andolfi chiude una gara da dimenticare con una toccata dove piega la posteriore destra e deve issare bandiera bianca.
