LA TERRA FRANCESE PERDE COLPI

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Le gare del campionato transalpino terra stanno andando anche loro in sofferenza cosi dopo la cinquantina di iscritti al Rallye Terre de Castine e al Terre d’Aléria anche a Mende al Rallye Terre de Lozere gli iscritti si fermano ad un ottantina anche grazie agli undici del trofeo Stellantis.

Se in Italia il campionato terra è entrato in una difficile fase di sofferenza, in spagna le gare terra e quelle su sterrato con la validità nella massima serie nazionale le cose vanno molto peggio che in Italia, ma la situazione sta regredendo molto rapidamente anche in Francia. Oltralpe sono state disputate tre gare, ed un cancellata dal rischio incendio, ma l’unica a superare quota cento (118 per l’esattezza) è stato il Terre des Causses, al Castine gli iscritti sono stati cinquantanove e quarantotto quelli del Aléria. Questo fine settimana andrà in scena il Lozere, una gara che nelle prime quattro edizioni degli anni venti ha sempre proposto elenchi iscritti a tre cifre, ma questa volta l’asticella si è fermata a quota ottanta, undici dei quali iscritti al monomarca Stellantis senza i quali si sarebbe rimasti sotto quota settanta. Se per gonfiare i numeri vogliamo buttarci dentro anche le storiche andiamo a sommare altre sedici vetture, esattamente i numeri del Val d’Orcia. E’ evidente che problemi della terra si stanno diffondendo a macchia d’olio in tutte quelle realtà dell’Europa occidentale dove il fondo dominante è l’asfalto, dimostrando che non siamo difronte ad un problema solamente Italiano. La Francia in particolare sta mettendo in luce che il problema vetture sulla terre c’è anche in Francia, nonostante oltralpe le vetture di proprietà e le compatte di piccola cilindrata siano presenti in numeri più che significativi, in grado di tenere in piedi un numero di rally su asfalto due volte quelli del panorama Italiano. Volendo cercare delle analogie per tentare di individuare le cause di questo momento negativo inarrestabile, quello che salta agli occhi è che in Spagna, Italia e Francia il bacino delle gare sulla terra si è ristretto ai minimi termini, tanto da faticare a mettere assieme un calendario nazionale. Un problema meno evidente di altri, ma che incide in maniera importante nella creazione di un ricambio generazionale che oramai si è ridotto all’osso. Una carenza di gare minori che sono andate a perdere negli anni dieci, ed oggi a metà degli anni venti i risultati cominciano a vedersi in maniera sempre più evidente. Una tendenza che non sarà facile invertire anche se oggi si decidesse di dare una mano agli organizzatori della terra, ma in questo momento nessuno ha preso la situazione in mano per invertire la tendenza.

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