LA PRIMA DEL CIOCCO FIRMATA TONY CARELLO

0

Cinquant’anni fa andava in scena la prima edizione del Rally Il Ciocco, gara che diventerà negli anni uno dei principali appuntamenti del Campionato Italiano Rally. Ad imporsi fu un giovane Tony Carello, navigato da Arnaldo Bernacchini, alla prima vittoria in carriera al volante della Lancia Stratos ufficiale.

Con il sopraggiungere dell’edizione 2026 del Rally Il Ciocco è bello immaginare di ritrovarsi in una sorta di viaggio dantesco e di ripercorrere a ritroso tutta la storia della gara toscana fino al 1976. Un anno importante perché grazie alla geniale e illuminante idea di Guelfo Marcucci, patron del Ciocco, e del Prof. Sirio Quaroni di Aci Pavia prendeva vita un rally che, ancora mezzo secolo dopo, è uno degli appuntamenti storici del Campionato Italiano Rally. Sulle strade della Valle del Serchio sono passati, e hanno lasciato un segno, grandissimi campioni della specialità, i quali hanno alimentato la passione verso questo sport a varie generazioni di appassionati. Tra costoro possiamo annoverare anche Tony Carello, Campione Europeo 1978. Quell’anno il pilota torinese aveva fatto il suo ingresso nell’ambita squadra ufficiale Lancia pilotando un auto che in quel periodo molti sognavano di pilotare: la Lancia Stratos. Al suo fianco si ritrovò l’esperto Arnaldo Bernacchini, e già alla seconda gara con la belva torinese, al Rally del Campagnolo, arrivò a sfiorare il successo giungendo secondo con un ritardo di soli 23″ dal vincitore. La cocente delusione fece sì che Carello si presentò al via della prima edizione della gara toscana voglioso di riscatto. Alla vigilia del rally erano in molti coloro che volevano incidere per primi il proprio nome nell’albo d’oro della gara, a cominciare da Amilcare Ballestrieri con la Opel Kadett preparata dal mago Virgilio Conrero. Si profilava all’orizzonte un duello Lancia – Opel, ma come spesso accadde nei rally anche le più logiche previsioni vengono smentite. E infatti Ballestrieri, in coppia con Sergio Maiga, alzò ben presto bandiera bianca. Nella speciale segreta, corsasi sotto una pioggia battente, il ligure a causa di un insidiosissimo ghiaino incontrato in una curva stretta usciva di strada dovendo anzi tempo salutare la compagnia. A quel punto Carello, visto il ritiro del suo più diretto avversario, non doveva fare altro che gestire la situazione e non commettere errori su prove speciali rese davvero ostiche dalle avverse condizioni meteo. Correndo nel mese di dicembre le insidie erano dietro l’angolo, e non a caso si trasformò in una gara ad eliminazione con molti equipaggi che alzavano bandiera bianca afflitti da problemi tecnici o protagonisti di uscite di strada. In questi fragenti il pilota torinese, oltre che fortunato a non patire nessun inconveniente tecnico, dimostrò di possedere grandi doti di guida involandosi verso il tanto atteso trionfo. Celebre la foto di Carello sul tetto della Stratos esprimere tutta la sua incontenibile gioia con un liberatorio bagno di champagne.

By Matteo Serena

Share.