CIRC E IRC QUALE FUTURO

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La serie cadetta tricolore, ovvero il campionato Italiano Rally Challenge dietro le quinte ha fatto discutere molto sul suo futuro e si è passati dall’idea di tirare un colpo di spugna alla serie, a quello di un eventuale avvicinamento all’International Rally Cup, ma dopo il passaggio dal TIR con la sua formula a gironi a quella del CIRC, il rischio è cambi poco nulla.

Se in questo momento di fermento per il varo della nuova stagione tricolore, con il probabile ingresso di un paio di gare terra nel CIAR, un CIRT sempre più in difficoltà dove in federazione fanno tutti finta di non vedere le difficoltà della terra, la serie cadetta ovvero il CIRC rischia di andare via in fotocopia. L’unico cambiamento potrebbe essere rappresentato dallo schiodarsi dal profondo nord e scendere almeno con una gara al di sotto della linea del Po, probabilmente con l’Elba. La formula del CIRC con sei gare a nord del Po, geograficamente è risultata decisamente circoscritta tra la fascia pedemontana e quella dell’arco alpino. Inizialmente qualcuno ha anche paventato un probabile colpo di spugna, ma in seguito sono cominciate a rimbalzare delle voci di un eventuale fusione con l’IRC la serie internazionale capitanata da Norcini. Su questo dossier è trapelato decisamente poco, se non il progetto di una sorta di formula a gironi con finale, soluzioni che però non sembrano avere incontrato i favori dell’IRC. L’apertura è sembrata esserci da entrambe le parti, ma trovare un equilibrio non è assolutamente facile perché non si tratta di trovare delle formule sportive, ma queste devono tenere conto del peso specifico commerciale dei due campionati e l’IRC a livello di iscritti si porta dietro numeri molto pesanti. L’ipotesi a meno di una sterzata improvvisa da parte della federazione è quella di andare a riproporre un CIRC si spera in una versione che riesca ad aprire almeno al centro Italia, di sicuro qualche gara dovrà essere messa da parte a meno non si allarghi il numero delle gare, cosa abbastanza probabile.

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