La prima tappa del Sanremo CIAR dopo la mini parentesi sulla speciale di Porto Sole dove a battere il miglior tempo è la Fabia RS di Nucita sulle prime due speciali vere di giornata a prendere le redini della gara è la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale di Crugnola che con due scratch mette il l’intero plotone tricolore alle sue spalle.
Sui due chilometri della banchina di Porto Sole che aprono la kermesse di Sanremo a prendersi lo scratch sono Andrea Nucita e Alex Guion che su quel tracciato decisamente tortuoso riescono a tirare fuori tutto dalle loro Hankook. Ma immediatamente ad appena due decimi si piazza la Ypsilon di Andrea Crugnola che mette subito sul piatto le sue intenzioni bellicose, obbiettivo ottenere il suo terzo successo stagionale dopo il Ciocco e il Regione Piemonte, ma soprattutto andare a caccia del secondo posto in un campionato tricolore che gli ha lasciato la bocca particolarmente amara. Sulle due speciali serali il Colle D’Oggia con i suoi quattordici chilometri con il sole calante, ed i quasi venticinque di Rezzo oramai con il buio, Andrea Crugnola e Luca Beltrame hanno preso le redini della gara lasciando il resto del plotone alle corde. A pagare dazio sulla prima speciale vera è il leader provvisorio Andrea Nucita che rimedia una foratura alla posteriore destra, ed al traguardo perde una mezza minutata e deve dare l’addio al treno di testa. L’alfiere della Lancia batte il primo scratch e mette subito tutti alle corde, con Daprà ad una manciata di secondi abbondanti e Campedelli quasi a una decina. L’unico che riesce a tenere il passo è Fabio Andolfi sulla Lancia Ypsilon gemella, gestita dalla D-Max, che salta una manciata di avversari e si porta in seconda posizione. Nella prova in notturna Andrea va via con il suo passo migliore, ed alla luce della fanaleria senza tante esagerazioni fa esplodere i cronometri e molla 7”.7 a Campedelli e 12”.8 ad Andolfi e si presenta così al service notturno di Sanremo con 17”.5 su Andolfi e 18”.5 su Campedelli. In partica una mezza ipoteca, anche se domani i chilometri da disputare sono cento undici, tanti rispetto ai quarantuno di oggi, ma visto l’equilibrio delle gare precedenti è difficile immaginare i due possano ribaltare la gara senza un errore da parte del Varesino. La lotta per il titolo tricolore vede invece Roberto Daprà quarto con sedici secondi di vantaggio su Avbelj quinto, i due sono partiti con circospezione cercando di marcarsi a vicenda, tatticamente impeccabile Daprà che può permettersi di giocare al gatto con il topo, cercando solamente di non sbagliare. Discorso differente per una Avbelj esageratamente sulla difensiva, probabilmente messo alle corde dalla pressione psicologica, in una gara che doveva giocarsi a o la va o la spacca, ed invece già questa sera paga al leader Crugnola mezza minutata abbondante.
