La gara gallese alla sua terza edizione ERC sfonda quota centotrenta iscritti, un risultato che da grande lustro alla gara di Aberystwyth che alle sue spalle ha solamente sei edizioni, ma queste gli sono bastate per entrare nei must delle speciali gallesi su asfalto, capace di attirare un centinaio di vetture da tutto il regno unito.
L’Europeo negli ultimi anni si è diviso in due tipologie di gare, quelle costruite per ricevere l’ERC come la Scandinavia di Karlstad oppure il sei città di Fafe, gare in alcuni casi senza passato ma il potere economico di pagare il sostanzioso gettone dedicato alla promozione. Ma ci sono realtà come il Barum dove la presenza dei locali è sempre molto numerosa, un fascino costruito nel tempo, e poi ci sono eccezioni come il Ceredigion una gara alla sua sesta edizione, ma che ancora prima di entrare nell’ERC volava sopra cento. Cento trentatré vetture è un numero di tutto rispetto, ma a differenza di Roma Capitale, gara che ha superato quota cento venti vetture, in Galles i piloti impegnati full time nell’ERC sono una trentina abbondante, mentre in Italia gli stranieri erano una settantina, esattamente il doppio. La lunga lista dei concorrenti made in UK impressiona per la presenza di vetture con omologazioni nazionali, ed una valangata di queste sono automobili che se adeguate alle norme internazionali andrebbero a rinforzare principalmente le fila dei rally storici. Nel caso del Ceredigion andrebbero a rinforzare il rally storico mandato in coda, valido anche per l’EHRC Pre-1992, che a stento è riuscito a mettere assieme una quindicina di vetture. Un fenomeno interessante se vogliamo simile a quello francese, ma con delle sfumature differenti che andrebbero analizzate perché potrebbe avere dei risvolti interessanti anche nel panorama nostrano.
