L’INCOGNITA NEVE

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Durante lo scorso fine settimana, abbiamo vissuto un’avvincente Ronde del Canavese, perlomeno dal punto di vista meteorologico. La tanto attesa neve è arrivata, portandosi con sé le grandi criticità nel gestirla a gara in corso.

La dama bianca è arrivata in questo ultimo scorcio d’inverno, regalandoci un fine settimana rallystico abbondantemente imbiancato. Lo sanno bene nelle Valli Canavesane, artefici di una pittoresca edizione della Ronde del Canavese, che ha visto tra i protagonisti gli iscritti alla gara organizzata dalla RT Motorevent. Una dinamica per nulla semplice da gestire, nella quale il comitato organizzatore ha dimostrato un’ottima capacità nel sincronizzare tutte le varie operazioni, riuscendo ad affrontare comunque tre prove speciali sulle quattro in programma. Parallelamente, purtroppo, diverse decine di equipaggi hanno preferito fermarsi dopo un paio di chilometri, in quanto privi di coperture termiche e/o chiodati. Una situazione particolare, con solamente venticinque vetture che hanno visto l’arrivo di Rivarolo Canavese, sui settantotto che hanno preso il via sempre dal centro torinese. Una gara vera dunque, dove ci sentiamo di appoggiare la scelta di continuare da parte dall’organizzatore, nonostante durante e nel post gara, si siano scatenate numerose polemiche al riguardo.

Un precedente che si genera, dove a differenza di altre volte, non si può dire di aver trattato le cose con superficialità. La deroga che era stata emessa alcuni giorni prima per utilizzare gli pneumatici chiodati, doveva probabilmente essere presa più in considerazione, così come le previsioni meteo che da diverso tempo prevedevano il rischio di precipitazioni di questo genere. Ed in questo senso è corretto che chi se la sia sentita, oltre ad essere attrezzato, è giusto che abbia avuto la possibilità di andare avanti, così come è da comprendere chi ha deciso di fermarsi perché non se la sentiva. Un giusto modo di affrontare le gare, ritrovando quel vero spirito di avventura dei rally, che negli ultimi anni pare si sia un po’ perso.

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