L’IBRIDO PUO’ TORNARE DALLA FINESTRA?

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L’ibrido messo al bando già dal 2025 è una mossa che ha spiazzato tutti a cominciare dai tre costruttori, o se vogliamo le squadre impegnate nel WRC, ma dopo un mese di risposte vaghe l’insoddisfazione delle case è sempre più consistente, a cominciare da un passo indietro che si allontana dal mondo della produzione e del marketing.

L’eliminazione dell’ibrido inizialmente ha scatenato una ola generale, ed anche i costruttori non hanno prestato la dovuta attenzione a questo passaggio, attenti soprattutto a valutare dove andranno a parare i nuovi regolamenti. In particolare al temutissimo avvicinamento prestazionale tra le Rally1 e Rally2 Plus, ma in questo mese di confronto tra costruttori FIA, ci è sembrato quanto meno strano non si parlasse di ibrido. Un passo indietro clamoroso, perché va contro un mercato dove l’ibrido è diventato dominante nelle vetture dei listini delle case automobilistiche, con una percentuale compresa tra il 40% e il 50%. In questo mese dove gli  ingegneri hanno dovuto fare sfoggio delle loro doti visionarie, interpretando ogni piega che potrebbe presentare il nuovo regolamento, dai board delle case e dai loro uffici marketing hanno cominciato a porsi delle domande, sugli effetti della promozionale di auto e marchio in una disciplina che guarda indietro e non avanti. Un problema di cui ha cominciato a parlare apertamente la Hyundai, ma che è di altrettanto di attualità per la Toyota, d’altronde stiamo parlando di una grandissima fascia del mercato, che oramai, numeri alla mano sui listini del nuovo, è il presente. In M-Sport per il momento nessuno ha preso posizioni, ma qualche nota di perplessità è comunque emersa. Il contributo di Ford ai programmi di Wilson è minimo, ma la sparizione dell’ibrido potrebbe compromettere l’arrivo dei pochi aiuti ancora in essere. Nel mese di aprile il tavolo delle trattative vedrà il confronto intensificarsi, teoricamente è difficile pensare ad una retromarcia federale, ma il fatto che ad oggi non sia stato rescisso il contratto con la Compact Dynamics, rinnovato lo scorso autunno, solleva nuovi punti interrogativi. Il sistema ibrido adottato in questi tre anni, è obsoleto e continua proporre malfunzionamenti, nient’altro che una sorta di paravento dietro il quale nascondersi. Ma con questo colpo di spugna è sparito anche il paravento dietro a cui ci si nascondeva. Ed ora la partita è aperta a quasi tutto, e si dovrà forzatamente chiudere nel mese di aprile.

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