L’Italia anche questa volta andrà a scrivere in Sardegna l’ultima pagina dell’era delle Rally1, dopo che nel novembre venti ventuno l’ACI Rally Monza aveva chiuso il costo ma magico ciclo delle WRC Plus. Un privilegio per i fans di italiani che potranno godersi il canto del cigno delle Rally1 che con l’Hybrid e senza hanno regalato spettacolo allo stato puro.
Il ritorno alla data autunnale del Rally Italia Sardegna, dopo la cancellazione di qualche giorno addietro del Rally Arabia WRC, la gara di Alghero si è ritrovata l’onere di chiudere la stagione venti ventisei, ed assieme chiudere un ciclo tra i più contestati a causa dei tre anni in Hybrid. Ma che in realtà ha regalato tanto spettacolo sia su asfalto che sulla terra, grazie a delle cavallerie importanti con un sound che si faceva sentire è non ha mai fatto rimpiangere i quattro cilindri degli anni precedenti. Così a distanza di cinque anni sarà sempre l’Italia a chiudere un ciclo tecnico del mondiale rally, una bella occasione per tutti i fans dei rally di potere andare ad ammirare per l’ultima volta le Rally1 in una gara dal riconosciuto tasso spettacolare. Un’occasione soprattutto per gli appassionati di casa Italia che potranno andare ad ammirarle sulle speciali di casa, quelle di un rally Italia Sardegna che ha raggiunto la sua ventitreesima edizione, prima di passare il testimone alle prove speciali laziali. A calcare la scena sulle spettacolari speciali del nord della Sardegna ci saranno undici Rally1, un numero che nel nome dei tempi che furono ha fatto storcere il naso a molti, ma in realtà è perfettamente in linea con gli ultimi passaggi da un regolamento tecnico ad un altro. Nell’ultimo addio sulle prove speciali del Monza nel 2021, le WRC Plus presenti erano solamente dieci (quattro Toyota e Hyundai e due Ford), ma non era andata in maniera così differente nel 2016 quando al round finale in Australia l’epoca WRC 1,6 si è chiusa con dieci vetture. Nelle gare in Europa negli elenchi iscritti le WRC 1.6 arrivavano a quindici o sporadicamente qualche unità in più, ma quasi tutti quelli che si aggiungevano erano piloti amatoriali e gentlemen più o meno sui livelli di Serderidis. La gara di Alghero è così diventata un appuntamento da non perdere, ed anche se la trasferta isolana è più complicata di un Montecarlo o per le regioni del nord est la Croazia, merita qualche sacrificio in più.
