LE DISCIPLINE DI BASE AFFONDANO

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Un paio di stagioni addietro dopo anni di sofferenza si è definitivamente chiuso l’Autocross, oggi ridotto a qualche mini campionato di zona in mano agli enti di promozione, quest’inverno ha chiuso i battenti la velocità su ghiaccio, ed a fine inverno ha dovuto gettare la spugna anche il campionato Italiano di Rallycross, per l’aggravarsi della mancanza cronica di concorrenti.

L’ultimo lungo quadriennio di gestione ACI e ACI Sport, con la sua coda commissariale, dove ci si è concentrati soprattutto sulle attività più importanti tra circuito e rally, tutto il resto è stato abbandonato a se stesso soprattutto tra le attività di base. In particolare in quelle che sono le attività di base che dipendevano dalla commissione Off Road si è registrato un vero tracollo, ed a parte il Cross Country attività inserita solamente nell’ultimo decennio, le altre discipline sono letteralmente scomparse. Alla fine del venti ventiquattro si è tirata una riga sull’autocross, una delle discipline di base più amate negli anni ottanta e novanta, che lentamente si è sfaldata e dopo un tentativo di estremo recupero nel dopo pandemia si è tristemente estinta. Quest’anno invece si è iniziato con il ghiaccio che ha rinunciato ad andare avanti, a fronte delle difficoltà a tenere in piedi un parco macchine sempre più risicato, l’incertezza dei calendari costretti a continui cambi di data a causa degli inverni sempre più miti. Ed a fine inverno, inizio primavera, ha gettato la spugna anche il rallycross che aveva dalla sua un impianto dedicato di ottimo livello, la “Maggiora Off Road Arena”. Un colpo durissimo che praticamente azzera un settore molto importante per avvicinare i più giovani al motorsport, disciplina che però stava boccheggiando oramai da tempo, ed a tenerla in piedi era stato un atto di fede proprio del gruppo di Maggiora. Poche macchine, pochi spettatori hanno convinto lo sport club maggiora ad alzare le braccia. Da qualche anno a Maggiora avevano assunto anche il ruolo di promotore, cercando di allargare, purtroppo inutilmente, la geografia della disciplina individuando nuovi impianti. Non sono però riusciti ad avvicinare nuovi piloti, raccogliendo molti consensi in fase di imbastitura, ma come è successo in molte altre discipline  non si è tradotto in presenze e con degli iscritti magri non si va da nessuna parte. Così dopo un paio di stagioni di resistenza a oltranza, dove a dare una bella mano agli elenchi iscritti (per raggiungere almeno una soglia di sopravvivenza) sono stati i kartcross, alla fine hanno deciso di gettare definitivamente la spugna. Così a pochi mesi dalla scomparsa della serie dedicata al neve e ghiaccio, abbiamo perso anche il rallycross italiano, l’ultimo baluardo a resistere in quello che era l’Off-Road.

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