CROAZIA EQUAZIONE ISCRITTI, KM E COSTI

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Dalla serie estremamente popolare “guardo e imparo”, motto che troppo spesso viene usato a sproposito per dire da chi è cosa dobbiamo imparare dalle corse all’estero (guardando però i pro e mai i contro); una delle gare che ci ha sollevato una serie di dubbi è il rally Porec con i suoi 66 iscritti, un appuntamento valido per il campionato croato, Mitropa, CEZ e TER.

Premettendo che il problema tutto italiano del caro iscrizioni, che non ha pari in tutta Europa, i sessantasei equipaggi presenti al rally Porec nella confinante Istria, una gara valida per la serie Croata di dubbi per chi crede nell’equazione costo di iscrizione a chilometro sia la risoluzione a tutti i problemi. Nonostante in Croazia questa sia particolarmente vantaggiosa, il bacino dei rally locale non riesce a crescere e nella maggior parte delle gare deve contare su un apporto vitale dei paesi confinanti Slovenia, Ungheria, e le vicinissime Italia e Austria. Se dal punto di vista chilometrico con i suoi quasi cento undici chilometri la gara proponeva un discreto compromesso per chi viaggia a noleggio, dal punto di vista dell’iscrizione con i suoi seicento euro rappresenta qualcosa di assolutamente appetibile, soprattutto per chi arriva da fuori. Il tutto senza mettere in conto la possibilità di correre con un ampio portafoglio di vetture che ammette le storiche, ed una serie di omologazioni scadute di ogni genere. Eppure le uniche gare che sono riuscite a sfondare negli anni come iscritti sono quelle corte sulla terra, questo grazie ad una impressionante partecipazione degli italiani. Al Porec era presente una dozzina di Italiani, tutto sommato davvero pochini se consideriamo che tra i presenti c’erano anche gli italiani iscritti alla Mitropa (che a Porec dava diritto ad un iscrizione di soli trecento euro). Una gara che per chi vive nel nord est è assolutamente a portata di mano visto che dai nostri confini dista una sessantina di chilometri. Quindi fa decisamente specie queste gare nonostante la loro grande competitività economica non riescano a sfondare, fuori e dentro la Croazia. La dimostrazione che ogni realtà ha una storia differente dalle altre, ed è immersa in una sua realtà territoriale particolare. E’ quindi evidente che non ci sono mai delle risposte facili a delle situazioni problematiche, altrimenti con una delle risposte più economiche d’Europa all’equazione chilometri e costi è difficile capire perché queste gare non riescano a dare fiato ai propri elenchi iscritti. Qualcosa da imparare però c’è sempre e questo va ricercato senza troppi preconcetti nei costi organizzativi, perché è evidente che con i costi nostrani queste gare non starebbero in piedi, a meno interventi della territorialità molto pesanti, difficlmente immaginabili.

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