ARMSTRON UNA PRIMA D’AUTORE

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Ad una speciale dalla fine del Monte Jon Armstron in un taglio è stato sbalzato dall’altra parte della carreggiata, ed ha toccato una roccia danneggiando la sospensione anteriore sinistra e si è dovuto fermare. Così ha dovuto dire addio ad una onesta sesta piazza, che si è tenuto stretto sino dalle prime battute della gara dove ha impressionato in più di un’occasione.

Il pilota irlandese al suo debutto assoluto su una rally1, in una delle gare più complicate degli anni venti e con una vettura che non è sicuramente la migliore del lotto, ha impressionato sotto tutti i profili da quello velocistico a quello tattico, alla solidità mentale nella gestione del proprio passo gara. Semplicemente impressionante nelle prime due speciali, pronti via a Saint Antonin, sotto una pioggia battente, con ancora tutti in gara ha tirato fuori dal cilindro una sesta piazza solidissima, ma sulla seconda tra neve sciolta fusa e più gelata e compressa si è messo in scia a Solberg e Evans con un super tempo e si è ritrovato tra le mani la terza posizione provvisoria. Sulla Claret la bandiera rossa lo blocca, ed un tempo imposto molto complicato da calcolare lo fa scivolare al quinto posto, sportivamente una decisione salomonica, ma forse non sarebbe stata così penalizzante se il nome fosse già nel novero degli intoccabile. Il venerdì mattina si difende ma i tempi non sono straordinari e subisce il sorpasso di Fourmaux e scende in sesta posizione. Ma se la performance manca, ha dell’incredibile la sua solidità e la capacità di leggere la situazione. Tutti partono con quattro chiodi e due antineve, mentre Jon tira fuori dal cilindro una scelta differente ovvero sei chiodi. La decisione può sembrare troppo conservativa, ma l’Irlandese l’ha giocata sapendo di avere uno svantaggio di macchina, ed allora ha voluto scommettere su una scelta opposta anche se la meno centrata. Una giocata che oramai è rara, figuriamoci vederla giocare da un ragazzo all’esordio su una Rally1, che non aveva mai corso su queste strade. Dopo la foratura e relativa sostituzione del pneumatico sulla La Motte-Chalancon, si ritrova con Paddon sugli scarichi, ed a quel punto va a consolidare la sua sesta piazza, con il ritardo dalle Hyundai che lo precedono oramai dilatato a causa dello stop forzoso. L’unico neo in una gara da incorniciare, arriva sulla penultima speciale quando tocca, ed è costretto a fermarsi, questo non va però ad inficiare un debutto superlativo, che in un certo senso è stata la continuazione delle belle prestazioni della Puma sulla terra saudita.

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