Tanti sono i dossier sportivi importanti, per non dire vitali, che attendono al varco il nuovo presidente Geronimo La Russa dalle assicurazioni all’emergenza rally sulla terra, temi attualissimi ma c’è anche un dibattito oramai ventennale: lo scontro con gli enti di promozione, dove una pace rappresenterebbe un importante occasione per tornare ad allargare la base.
Dopo una serie di aperture di lontana memoria con gli enti di promozione, oramai da un ventennio abbondante è andata in scena una sorta di guerra a bassa intensità, dove la situazione si è incancrenita a suon di schermaglie a seconda delle volontà bellicose o meno dei responsabili federali di zona. Ovviamente sollecitati in molti casi da organizzatori che si sono sentiti lesi a torto, per i quali ogni soggetto rappresenta una concorrenza e basta, non pensando minimamente all’opportunità di avvicinare un bacino di appassionati tra i quali almeno uno o due su dieci in futuro faranno un salto di categoria. In tutti questi anni gli scontri sotterranei ed alla luce del giorno sono stati numerosi, ed a scatenarli è stato sempre l’ente federale deciso a imporre la sua posizione dominante, ma il risultato è stato deleterio per tutti. In alcuni casi si è andati a soffocare le realtà più virtuose, ma il mondo degli enti tutto sommato tra alti e bassi non ha subito flessioni significative e forse in certi territori ha anche aumentato il numero di suoi tesserati. Un dato che fa riflettere perché quando si parla di enti, non si parla di Rally o discipline trainanti, ma di attività di base dai formula challenge, slalom, alla velocità su terra, ecc.., discipline che sotto l’egida federale negli ultimi dieci, quindici anni, si sono estinte o quasi. Travolti sotto il peso di gravami pesantissimi per gli organizzatori, ma altrettanto vale per i piloti e le vetture, perché si è andati in una direzione di estrema professionalizzazione. Siamo ben consci di essere negli anni venti, e le esigenze di sicurezza e immagine non sono quelle degli anni ottanta, novanta, ma nelle discipline di base si è andato ben oltre. Gli elementi di pericolosità tra le discipline rimangono distanti anni luce, perché nelle attività di base le velocità restano quelle di una volta, l’unica attenzione particolare sono le norme per il pubblico, ma parlando di tracciati contenuti e le criticità sono di facile risoluzione. Atra cosa è la sicurezza sulle vetture, ed i costi che implica adeguarsi a norme che risultano largamente sproporzionate per quel tipo di gare, i costi di licenza ACI nel caso di attività di base non sono proibitivi, se mai sarebbe utile qualche revisione per favorire le partecipazioni occasionali ed eventuale flessibilità. In questo momento fare una strategia per ridare fiato alla base è un operazione lunga e complessa, ma il primo passo inderogabile è quello di aprirsi ad una discussione, ed a una sorta di alleanza con gli enti di promozione. Dopo anni di scontri sarebbe ora di arrivare ad una pace che sia proficua per tutti: enti, federazione, ma soprattutto per avvicinare nuove leve e magari non perdere definitivamente contatto con chi ha deciso lasciare, ma tutto sommato potrebbe partecipare ad eventi più soft.
