A FOLIGNO, E’ GIA’ S.O.S. TERRA

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Il CIRT scatta da Foligno con gli stessi numeri dell’anno passato, superiori a quelli che avevano obbligato il Marche a gettare la spugna, ma sempre sotto la soglia di un teorico pareggio, il tentativo di rifare semplicemente il trucco al campionato con una serie di iniziative, montepremi rivisto compreso, non hanno cambiato lo stato delle cose.

L’edizione 2026 del Città di Foligno si appresta a presentare la prima del CIRT con una vagonata di qualità, moltiplicata dalla presenza delle due Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale ufficiali di Rossel e Gryazin. La terra oramai da qualche stagione è però entrata in uno stato di sofferenza che si sta aggravando di stagione in stagione, con i numeri degli iscritti in caduta libera, ed alla prima umbra del CIRT si sono presentati appena 57 equipaggi. Numeri in linea con quelli dell’anno passato dove al via erano 64 le vetture moderne, 10 delle quali erano però iscritte allo Junior, ed a queste si andavano però a sommare le 11 dell’Italiano storico. Una ventina di vetture che rappresenterebbero una bella boccata di ossigeno per l’organizzatore di una gara sulla terra, che deve fare i conti con il caro assicurazioni, i tanti balzelli che si sono aggiunti di anno in anno, ed i ripristini una bella sommetta che non pesa sulle gare sull’asfalto. Per cercare di dare una marcia in più al campionato si è adottato una ricetta che ha puntato sull’immagine, ma questo comporta nuove spese, un esempio è l’allestimento di un podio alla fine dell’ultima speciale (la power stage). Una procedura che nel WRC ha un senso grazie alla diretta televisiva che è proposta su diversi canali internazionali, mantenendo fermi gli orari in maniera da diventare un appuntamento fisso per le 12.18’ oppure delle 13.18’. Un senso che viene meno già nell’ERC dove c’è solamente la diretta streaming. Nel CIAR il senso di questo podio lascia ancora più perplessità figuriamoci nel CIRC e nel CIRT. Dettagli che in questo momento aggiungono poco o nulla, anche perché sulla terra in particolare c’è bisogno di sostanza, le gare a differenza dei grandi appuntamenti internazionali vivono soprattutto di iscrizioni e l’emorragia ha imboccato una via senza uscita. Non è un caso che le gare su questo tipo di fondo stanno scomparendo, e non si riesce a trovare una sola riserva di campionato. Paradossalmente sulla terra sopravvivono le gare CIRT in virtù di un iscrizione salatissima, che però fatica a coprire gli aumenti delle spese, ed ovviamente dall’altra parte contribuisce ad allontanare gli iscritti, azzerando o quasi il già risicato manipolo di quei piloti con delle piccole compatte di proprietà. Oramai siamo di fronte a un cane che si sta mordendo la coda e bisogna arrivare ad invertire un trend, che per essere corretto ha bisogno di soluzioni capaci di uscire dagli schemi e iniziare a creare un nuovo bacino, ma anche dare un importante taglio alle spese.      

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