FIA PERCHE’ L’ARABIA NON HA UN RIMPIAZZO

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La cancellazione dell’Arabia WRC vista la crisi internazionale nella quale è precipitato il medio oriente era scontata, ma a Jeddah e la politica di molti paesi del golfo è sempre stata quella di andare avanti a tutti i costi, pressioni alle quali il presidente Emiratino è stato particolarmente sensibile e questo ha portato a non cercare una prova sostitutiva a tutti i costi.

La decisione di cancellare l’Arabia WRC è sembrata scontata oramai da fine luglio, ma da Jeddah è emersa la volontà di non mollare, tanto da obbligare Toyota e Hyundai ad uscire allo scoperto a inizio settembre con una lettera dove mettevano nero su bianco che vista la situazione non avrebbero partecipato. Una decisione scontata da parte di due grandi gruppi automobilistici a partecipare a manifestazioni pubbliche in paesi dove tutti i governi sconsigliano di viaggiare. Non avere indicato una prova sostitutiva, dopo una marea di speculazioni è stata una mezza sorpresa, anche se nel corso di queste settimane le controindicazioni emerse erano più di una, a meno non si volesse cercare una sostituzione a tutti i costi. Dai rumori emersi dopo la decisione, ad influire sulla decisione ha contribuito la posizione del presidente, vicino a quella della federazione saudita poco propensa a vedersi sostituire. La decisione di disputare la gara con validità per il MERC la dice lunga sulla filosofia di un organizzazione, che non vuole concedere il fianco a dubbi, oppure aprire una porta a gare che domani potrebbero diventare concorrenza. Dal punto di vista sportivo andare a chiudere il WRC con una gara di anticipo, visto l’equilibrio nel WRC Piloti, non è certamente il massimo come l’assegnazione del WRC3 e del WRC2 arrivata di ufficio con la cancellazione dell’Arabia. Le candidature tra il sei città in Portogallo (ultimo round ERC) e Catalunya non sono mancate, ma se Fafe sembrava una soluzione poco convinta sostenuta dal Promotore, la gara di Salou aveva l’esperienza per costruire una gara a doc, ed anche spostarsi nella data dell’Arabia. I dubbi però sono grandi almeno come le certezze, a cominciare dalle speciali sulla terra che in passato hanno fatto parte del Catalunya WRC. Quasi tutte strade taglia fuoco nella parte interna ed impervia della regione, dove si può disegnare una bella tappa, ma farne due o due e mezzo, senza allontanarsi molto non è impresa così facile. Inoltre c’è un aspetto mai troppo secondario legato ai budget, perché se in caso di necessità si possono fare deroghe, queste farebbero scoppiare una bufera che anche prima dei rinnovi contrattuali vedrebbe insorgere quasi tutti gli organizzatori.

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