WRX RITORNA IL MOTORE TERMICO

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Nella stagione più nera del Rallycross dal epoca dell’Europeo a quella attuale del World RX, l’incendio di Lydden Hill ha mandato a gambe all’aria un campionato oramai in sala di rianimazione con il passaggio forzato all’elettrico, ed oggi è sempre più vicino il ritorno delle supercar con motorizzazioni termiche.

Per molti solo pronunciare le parole motore elettrico evoca la catastrofe, in realtà il rallycross prima ancora del fuoco che ha mandato in fumo il team di Loeb e Chicherit a Lydden Hill era oramai in agonia. Non per il passaggio in se alla tecnologia elettrica, ma per averla imposta in un momento complicato economicamente, inciampando nella solita fretta (già vista in passato) del cambiamento a tutti i costi senza valutarne le conseguenze a breve e tantomeno a lungo termine. Così dopo una stagione 2022 ai minimi termini di partecipazione (nella classe regina), il 2023 ha proposto qualche vettura in più, ma mai oltre alla decina. Tutto sommato l’incendio di Lydden Hill, e lo stop che ha generato, ha dato quello scossone necessario per schiodarsi da un impasse senza via di uscita. Concludere il campionato con i doppi round in Sud Africa e Hong Kong a bordo delle RX2e è stata una pezza di fortuna, e non certo una via per il futuro. Così dopo una serie di confronti l’unica strada possibile individuata è quella di ributtare nella mischia le supercar a motore termico, attualmente impegnate nella serie continentale. Vetture che in alcuni casi sono ancora seguite dalle stesse strutture nei cui atelier erano state assemblate. In pratica la WRC Promoter che ha sempre negato come soluzione per il futuro dei rally un apertura a tutte le motorizzazione con la “balance of performance”, sta lavorando su un World RX dove si confronteranno Supercar e RX1e. Ed esattamente come alla Dakar per trovare i giusti equilibri si interverrà tecnicamente nel caso di evidenti vantaggi di una motorizzazione sull’altra. Un passo che potrebbe dalla parte del promotore fare cadere un tabù, e se le cose funzioneranno bene potrebbe portare la FIA a forzare la mano ai costruttori nell’accettare un regolamento aperto a quanto ci propone il presente dell’automobile, ancora alla ricerca di una sua strada per il futuro.

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