VALPANTENA FINE DI ..

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La storia del Valpantena, parla di venti edizioni di regolarità sport, in grado di cementare negli anni un evento unico nel suo genere, ma la decisione alla fine del venti ventidue di dare un taglio alla regolarità sport, ha costretto la gara di Grezzana a ripiegare sulla regolarità a media, ed andare in coda al Lessina Rally Historic, creando un inevitabile polverone di polemiche.

Come sarebbe finita era facile immaginarlo, la regolarità a media propone spunti interessanti, ed a questo proposito è giusto ricordare che il Montecarlo Storico è gara di regolarità a media, ma le differenze macroscopiche con la regolarità sport, interpretata come una sorta di percorso di regolarità, con alcuni tratti chiusi al traffico per spettacolo e divertimento, sono emerse sin dai primi controlli. Qualche mente malata ha definito la regolarità sport sin dalla prima edizione rally mascherati, niente di più falso visto che non ci sono mai stati cronometri, ma solamente delle zone con dei tornanti o curve dove divertirsi senza rischiare, e fare divertire il pubblico presente. Oggi chi ha perso quest’occasione di divertimento pura punta il dito contro la federazione, e non potrebbe essere altrimenti visto che detta le regole. Ma il colpo di spugna dato alla regolarità sport è uno dei casi più classici del sistema Italia, a cominciare dalle origini quando a combatterla c’erano gli organizzatori dei rally, i primi che a fine degli anni novanta gridavano ai rally abusivi. Per andare poi ad adottarla, appena è stata regolamentata in coda ai rally, snaturandola non poco, perché nel giro di poco tempo sono state adottate tutte le misure di sicurezza dei rally (anche quando erano un di più superfluo), ma dall’altra quei tratti chiusi al traffico di tre, tre chilometri e mezzo sono diventate speciali di cinque o dieci chilometri. Una sorta di riempitivo da mandare in coda alle gare senza dare dignità vera alla disciplina. Con un’unica eccezione, quella del Valpantena. Ma se dal versante organizzatori questa volta si è taciuto, d’altronde si trattava di una mosca bianca, a salire sulle barricate ci hanno pensato gli ultras, da una parte i regolaristi puri, dall’altra quel popolo dei rally che si lamentava questi avessero le strade chiuse, ma senza le norme richieste alle vetture da rally. Con buona pace di quel piccolo dettaglio che non c’erano i cronometri. Una stortura tutta italiana di contestare sempre l’orto del vicino, se io uso la zappa perché lui deve utilizzare un motocoltivatore. Così si è affondato un bellissimo evento, ma potrebbe anche essere l’occasione per andare alla scoperta di qualcosa di nuovo, magari in grado di ritagliarsi uno spazio in grado di andare oltre il solo Valpantena.

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