IL SIGNOR DELL’ELBA

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Il rally Elba primo appuntamento dell’international rally cup propone un Marco Signor dominatore assoluto della situazione, il pilota veneto effettua una razzia di scratch e anche dopo avere rimediato una penalità di mezzo minuto che lo obbliga ad andare al riposo notturno nel ruolo di inseguitore, ma con un uno due riguadagna la testa e la conserva sino al traguardo.

I due driver veneti Marco Signor e Nicola Sartor sulle strade del Bellunese, in quella che si poteva considerare un anteprima dell’IRC in vista dell’ Elba, se le sono date di santa ragione, ed anche se Signor aveva battuto più scratch Nicola era riuscito a saltarlo nel finale e ad imporsi per soli 3”.3. Che Signor abbia nascosto le sue carte ci può stare, ma di sicuro la sua quarta presenza al rallye Elba, una gara dove ha già collezionato ben due piazze d’onore al volante della Fabia Rally2 Evo l’anno passato e con la Fiesta RS WRC nel 2019 ha fatto una differenza abissale. Questa volta gli scratch li ha battuti tutti (a parte l’ultimo) un Signor la cui superiorità si è rivelata semplicemente devastante, nelle fasi iniziali gli unici a riuscire a stargli in scia sono state la Citroen C3 del toscano Leopoldo Maestrini e la Fabia R5 dell’elbano Andrea Volpi. Due che conoscono la gara di Portoferraio alla perfezione, ma il giovane Sartor dopo qualche secondo di più concesso nelle battute iniziali, questa mattina si è subito messo in caccia. L’unico scossone alla classifica a darlo ci ha pensato alla fine della prima giornata il collegio degli sportivi che penalizza di trenta secondi Signor per avere ricevuto una spinta in trasferimento dal furgone assistenza. In quel tratto finale di strada sulla Fabia Rally2 Evo si era rotta la cinghia dei servizi e il pilota veneto procedeva accendendo e spegnendo la vettura per risparmiare la batteria, scortato per sicurezza dal suo furgone che lo ha anche tamponato. Spinta che con le prove presentate a sua difesa è stata valutata benevolmente ininfluente nel tentativo di raggiungere il service, per cui gli sono stati comminati soltanto trenta secondi, trattandosi comunque di un operazione oltre il limite del consentito. Senza avere perso una sola speciale il veneto si ritrova ad inseguire, ma nel giro di due prove ribalta nuovamente tutto e passa al comando rimontando prima Volpi e poi Sartor gli ultimi a cedere le armi. A quel punto sulla due Mori ventidue chilometri da mandare giù tutti di un fiato ad una prova dalla fine, arriva il colpo che manda tutti al tappeto, Sartor scivola a venti secondi e va a prendersi una seconda piazza bella pesante, mentre sul gradino basso del podio ci sale un Alessandro Re autore di un bel crescendo, dopo un inizio molto prudente.

CLASSIFICA

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