AL RAC MC CORMACK CALA IL POKER

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Il RAC (Roger Albert Clark) Rally, si è concluso questo pomeriggio sulla pedana di Carlisle dove a festeggiare per la quarta volta sul tettuccio della sua Ford Escort RS 1800 MKII è stato Marty McCormack, con un vantaggio di 5’30” sull’Escort RS 1800 gemella dell’Irlandese Cathan McCourt che approfitta del ritiro sulla speciale finale della Stratos di Perez.

Cinque tappe spalmate in sei giornate di gara, per un totale di cinquecento sessantaquattro chilometri (con solo due stage cancellate in totale ventotto chilometri), hanno consegnato alla Ford Escort RS 1800 MKII di McCormack il suo quarto successo al RAC, dopo quelli ottenuti nel 2019, 2017 e 2012. Una vittoria ottenuta con un sapiente mix di performance, ed endurance come testimonia il suo tempo finale di cinque ore e quarantotto minuti, ottenuto con una media finale di novantadue chilometri orari, niente male per una vecchietta come l’Escort RS 1800 a trazione posteriore. Un successo che a sei speciali dalla fine sembrava saldamente nelle mani della Escort di Oliver Solberg, ma nell’ultima speciale della quarta tappa la rottura di un semiasse è costata al figlio d’arte una decina di minuti, ed è così scivolato in quarta posizione a cinque minuti dalla nuova leadership di McCormack. Nella prima speciale dell’ultima tappa Oliver parte a tutta per tentare il ribaltone, ma il suo inseguimento si ferma dopo pochi chilometri in un fossato, senza più possibilità di recuperare la strada. A quel punto McCormack si è incamminato al piccolo trotto verso il successo finale visti i cinque minuti di vantaggio su Perez e McCourt, con il dovuto timore reverenziale nei confronti della speciale finale (The Big One) sessantatré chilometri da mandare giù tutti di un fiato. Speciale che ha deciso il braccio di ferro per il secondo posto, durante l’intera tappa la Lancia Stratos di Seb Perez ha messo altri secondi tra se e McCourt; ma sulla Big One la Stratos ha issato bandiera bianca lasciando la seconda piazza al suo avversario. Si trova così a sorpresa sul gradino basso del podio Jason Pritchard, al volante anche lui di una Escort RS 1.8 MKII. Il primo equipaggio della pattuglia tricolore, nonostante nella seconda tappa sia stato costretto a salvarsi in super rally è quello di Simone Calzia e Fabrizio Filicicchia, che riescono a concludere la loro avventura al quarantesimo posto assoluto. Sulla speciale finale The Big One Simone riesce a strappare alla Toyota Corolla AE86 di Madge il gradino basso del podio nella classe J3. Una decina di posizioni più indietro troviamo la Porsche 911 SC Proto Safari di Federico Polese e Nicola Arena, vincitori della classe H2 davanti a Karl Tundo, un frequentatore delle sfide Marathon. Sul podio di classe anche Domenico e Fabiana Ramoino terzo nella J5, dove a lungo si è battuto per la piazza d’onore. Gara amarissima per Gianni Anassarette e Ismaele Barra, costretti ad issare bandiera bianca sull’ultima speciale a pochi chilometri dal traguardo, traditi dalla cinghia della pompa dell’acqua.

CLASSIFICA

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