WRC PILOTI BRACCIO DI FERRO EVANS PAJARI

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Il Paraguay ha dato il via alla volata finale del WRC piloti, e si sta delineando un appassionante braccio di ferro tra Elfyn Evans e la sorpresa del campionato Sami Pajari che alla sua seconda stagione al volante di una Rally1 ha vinto più di tutti ma soprattutto si è dimostrato un interprete a livello tattico perfetto capace di leggere la gara e gli avversari.

In Paraguay la prima delle quattro tappe delle volata finale del WRC, matematicamente non ha cacciato nessuno fuori dei giochi, ma ha delineato i contorni di un braccio di ferro tra il leader provvisorio Elfyn Evans e un Sami Pajari con la stessa velocità dei top driver, ma una capacità di leggere le gare ed il loro evolversi impressionante. I venti punti di vantaggio di Evans sono tanti, ma con davanti tre gare terra dove dovrà aprire la strada, dovrà partire per primo, non sono una grande vantaggio, anzi rischiano di fargli perdere un altro titolo se arriverà all’ultima gara in quella scomoda posizione con qualcuno a tallonarlo da vicino. Inoltre dovrà liberare la mente dai fantasmi degli anni passati, quelli che nella seconda tappa del Paraguay lo hanno letteralmente bloccato e Fourmaux gli ha mangiato la bellezza di una cinquantina di secondi. Non commettere errori è fondamentale, ma lasciare per strada punti preziosi è altrettanto grave, ed a livello tattico Evans ha spesso pagato la pressione che si creano in particolari situazioni di gara. Al contrario Pajari ha dimostrato nel corso di tutta questa stagione di avere raggiunto un grande equilibrio, a livello prestazionale c’è poco da dire perché oltre ai tre successi, nelle gare precedenti è andato a podio in cinque delle otto gare disputate. Ma soprattutto è riuscito a trovare un equilibrio interiore che non lo porta mai a strafare, e la pressione non ha mai condizionato la sua gestione tattica di un evento, ed anche il mondiale piloti lo sta affrontando senza condizionamenti. L’obbiettivo resta dare il meglio compatibilmente con l’evolversi di una gara, e dalla sua ha la fortuna che comunque vada per lui sarà un successo. Nel vivo per la corsa al titolo anche se per molti sembra invisibile dimenticarsi di Oliver Solberg è un errore imperdonabile. La velocità c’è tutta, ed anche se nella prima metà campionato ha sbagliato parecchio, nelle ultime gare si è ritrovato indietro per situazioni di gara come la pioggia in Finlandia, ecc.. . Non si è più lasciato prendere la mano dalla voglia di strafare, anzi ha preferito restare sotto l’asticella delle prestazioni che ha nel piede, ed il potenziale per rimontare c’è tutto. Prossimi ai settanta punti di riardo ci sono Fourmaux e Ogier, la matematica non gli ha chiuso le porte ma la cruda realtà si. A questo entrambi puntano a vincere gare e soprattutto Ogier lo potrà fare senza l’ombra di quel decimo titolo che gli imponeva di vincere a tutti i costi. Quella che in Paraguay gli è costata molto cara, la foratura sulla prima speciale è stata condizionata dal patatrac gomme, ma all’intermedio del quattordicesimo chilometro mollava a Solberg 4”.8, un passo sopra la soglia di rischio.       

CLASIFICA PILOTI

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