Il Valli Ossolane è una delle gare monumento in un territorio ad alta vocazione rallystica, alla sua sessantunesima edizione entra a fare parte del TIR, la seconda divisione made in Italy, e lo fa alla grandissima con un percorso rivisto (allungato) che ha contribuito a raccogliere un elenco iscritti di 129 equipaggi.
Il Valli Ossolane una delle due gare promosse nel TIR, la seconda divisione made in Italy, festeggia il suo ingresso nella maniera migliore sfiorando le centotrenta vetture, un successo organizzativo importante che va a raddoppiare i numeri a cui ci ha abituati il TIR. Nei primi quattro appuntamenti (Marca, Valtellina, Salento e Lanterna) il numero massimo degli iscritti si era spinto sino ai sessantasei della gara di Sondrio. Un numero, quello di Domodossola, in lieve flessione al confronto degli ultimi tre anni, ma comunque in linea con i migliori risultati degli ultimi quindici anni. Una ventina di vetture in meno a confronto della passata stagione sono poca roba se mettiamo in conto il maggiore chilometraggio (ovvero costi di noleggio) e costi di iscrizione maggiorati (da CRZ Zona 1 a TIR). Di sicuro non basta questa gara per affermare che il TIR funziona, anzi l’impressione è quella di un campionato dove a fare la differenza a livello numerico è il prestigio e il legame coltivato dagli organizzatori sulla base di licenziati del territorio. Sotto quest’ultimo profilo, la gara ossolana ha meritato ampiamente la sua promozione nella serie cadetta, ed ha onorato questo passaggio adeguando il suo percorso ai limiti massimi del regolamento, aggiungendo diciassette chilometri; uno sforzo che altri non hanno fatto restando sui minimi regolamentari. Il Valli Ossolane va a chiudere il girone B (nord ovest con Valtellina e Lanterna) e dal punto di vista concorrenti i protagonisti sono inevitabilmente quelli che si andranno a giocarsi gli ultimi punti pesanti di questo girone. Tra questi spiccano i nomi di Corrado Pinzano, Alessandro Re e Simone Miele; ma a rendergli la vita dura per non dire durissima saranno i protagonisti della Coppa Italia Zona 1: Ivan Carmellino, Davide Caffoni, Elwis Chentre, Fabrizio Margaroli, Mattia Pizio e Igor Iani. Su queste speciali Caffoni ha vinto per ben nove volte, ed ha dalla sua una strisciata positiva che oramai dura da sei anni, ed anche se non è in lotta per il TIR punta dritto al decimo sigillo. Ma soprattutto c’è un Ivan Carmellino che con il TIR ha un conto aperto dal Lana dell’anno passato, ed oggi si presenta al via con un doppio successo consecutivo al Grappolo e Castiglione Torinese. Nella gara di Domodossola il valsesiano ha corso l’anno passato, ed ha chiuso al secondo posto ad una quindicina di secondi scarsi dietro Caffoni e tra i contendenti è quello più gettonato dai pronostici assieme a Pinzano.
