VALLE D’AOSTA ’77, L’ULTIMA PERLA DI MUNARI

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La settima edizione del Rally Valle D’Aosta fu una gara che passò alla storia perchè teatro dell’ultima impresa di Sandro Munari al volante della inseparabile Lancia Stratos.

All’inizio degli anni Settanta la gara aostana aveva saputo ritagliarsi il suo spazio nel panorama rallistico nazionale grazie ad un percorso che poteva annoverare prove speciali da “università dei rally”. Il lavoro impeccabile degli organizzatori venne ripagato nel 1977, quando ci fu il passaggio di validità da T.R.N a Campionato Italiano. Questa promozione, unita anche alla scelta di spostare la gara a dicembre, al punto da essere ribattezza Rally Neige, attirò le squadre ufficiali di Fiat e Lancia. Ai nastri di partenza si schierarono la Fiat 131 Abarth di Maurizio Verini e la Lancia Stratos Alitalia del grande Sandro Munari, navigato per l’occasione da Maurizio “Icio” Perissinot, vista l’impossibilità di Piero Sodano. Oltre a questi due blasonatissimi nomi del rallismo dell’epoca, uniti ai tanti forti gentleman driver, c’erano anche due giovani di belle speranze, rispettivamente primo e secondo classificato nel Trofeo A112 Abarth: Attilio Bettega e Vanni Fusaro con la Lancia Stratos Alitalia e la Fiat 131 Abarth. Il percorso di gara si articolava su 17 prove speciali, percorrendo tratti che diventeranno dei veri e propri miti: Col Zuccore, Col di Joux e il Colle San Pantaleone, solo per citarne alcuni. La gara vive tutta sul duello tra Munari e Verini, e fin dalle prime prove il “Drago” di Cavarzere impose con autorevolezza il proprio ritmo costringendo il rivale ad inseguire da subito. Da ricordare come in queste battute iniziali l’equipaggio Munari – Perissinot visse un momento di apprensione quando al termine della seconda speciale giunsero al tavolino dei cronometristi riscontrando che non c’era la ben che mina ombra di un cronometrista. Il mistero fu ben presto risolto quando una mano amica, dal finestrino di un’auto parcheggiata lato strada, iniziò a sollecitare Perissinot per la consegna della tabella. A causa del troppo freddo i cronometristi non riuscivano a stare fuori al tavolino. A parte questo piccolo spavento, la gara del duo della Lancia proseguì senza intoppi e i tempi fatti segnare dimostravano come l’affiatamento tra Munari e Perissinot avesse raggiunto ottimi livelli. Inoltre il loro principale avversario, Maurizio Verini, non fu mai in grado di impensierirli seriamente riuscendo solo in qualche speciale a risultare il più veloce. Questo permise a Munari di gestire la gara nelle fasi più delicate e di involarsi verso l’ultimo importante trionfo della carriera, precedendo un pilota che farà parlare molto di sè negli anni a venire: Attilio Bettega, autore di una prestazione da incorniciare all’esordio sulla Stratos ufficiale, e con alle note la moglie Isabella Torghele. Infine, questa è anche la gara che in qualche modo segna la fine del glorioso binomio Munari – Stratos. Per il veneto ci saranno ancora due apparizioni al volante della vettura tanto amata: il Monte Carlo e il Rac dell’78, in un’annata che lo vedrà correre anche con la Fiat 131, senza particolare successo (fatta eccezione per un terzo posto in Corsica), e che lo porterà alla decisione di ritirarsi dagli impegni agonistici al termine della stagione.

By Matteo Serena

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