La gara di Radicofani è riuscita a mettere assieme tra storiche e moderne novantatré vetture, sostanzialmente in linea con l’anno passato segnando un lieve aumento tra le moderne e qualche equipaggio in meno tre le storiche. Un segnale di tenuta che però non basta per liquidare Foligno come un caso isolato che ha pagato l’assenza delle storiche.
Il campionato italiano rally terra sulle speciali della Val d’Orcia ritorna a prendere fiato, dopo i numeri in discesa della prima al Città di Foligno, che avevano messo il dito nella piaga di una tipologia di fondo in sofferenza oramai da qualche stagione. Un momento difficile testimoniato dal fatto che il numero delle gare sterrate è oramai ridotto ai minimi termini, dove fatica a mettere assieme un calendario di appena sei eventi. Lo specchio di una difficoltà organizzativa legata ai costi della terra da una parte, e dalla mancanza di un ricambio generazionale che anno dopo anno sta erodendo il bacino dei licenziati disposti a misurarsi sulla terra. La gara di Radicofani è una delle due eccezioni assieme al Brunello capace di raggiungere dei numeri atti a garantirgli dei budget di equilibrio, senza dovere spostare il baricentro troppo su sponsor oppure contributi territoriali oramai in caduta libera. La storia della Val d’Orcia è però differente da quella del Brunello, nato come gara evento di fine stagione, Radicofani è nata e cresciuta all’interno del Raceday, un cammino step by step che è partito dai quarantacinque chilometri delle prime edizioni, ed oggi è arrivato a sfiorare i cento. Il percorso si sviluppa sull’ossatura classica della gara con qualche ritocco qua e là, immancabili le classicissime di Radicofani e San Casciano dei Bagni, unica presenza inedita quella della Monte Cetona. La gara propone lo shake down il sabato mattina e si dividerà su due tappe, la prima che prenderà il via alle 13.31’ di sabato 11 aprile da Radicofani, e riprenderà nella mattinata di domenica 12 per concludersi alle 16.30 della domenica, sempre dalla pedana da cui erano partiti. Indiscutibile la qualità dei pretendenti al successo con davanti a tutti un Bejamin Korhola, favoritissimo dopo lo strapotere palesato sulle speciali di Foligno, ed il suo avversario principe resta il boliviano Marquito Bulacia. Tra gli italiani i nomi più importanti sono quelli di Alby Battistolli, Tommaso Ciuffi e l’inossidabile Paolo Andreucci, manca solamente la Yaris Rally2 di Matteo Fontana impegnato in Croazia a difendere la sua leadership nel WRC3.
