La prima tappa del Barum ha proposto una sfida a sei tra i locali Adam Březík, Jan Kopecky e Philip Mares, ed i tre pretendenti alla corona continentale Miko Marczyk, Andrea Mabellini e Teemu Suninen. Nella seconda bouclé perdono contatto Kopecky e Mares, ma davanti la sfida resta apertissima con Březík, Marczyk, Suninen e il Mabe separati da soli 13”.
Un Barum abbastanza anomalo senza un briciolo di asfalto umido e dei tagli dove basta sfiorarli per alzare polvere, propone una gara tiratissima dove tutti i protagonisti possono spingere al limite in ogni frangente, senza quei continui cambi di aderenza nel sottobosco difficili da leggere per chi abitualmente non corre da quelle parti. Ad aprire le danze nella notte di Zlin sono Andrea Mabellini e Virginia Lenzi, perfetti interpreti di una speciale che dall’anno passato porta il loro marchio di fabbrica. Nella prima speciale del venerdì ad andare a segno è il campione Europeo in carica Miko Marczyk che mette alla frusta la sua Skoda Fabia RS e va a prendersi la leadership provvisoria della gara. La giostra è però appena iniziata e sui venticinque chilometri della lunga è Mares a mettere in fila quattro scatenati connazionali e prende le redini della gara bruciando per sette decimi l’inossidabile Jan Kopecky. Nel passaggio sulla Bunc che conclude la prima bouclé del venerdì mattina, è il turno di andare a scratch di Adam Březík e della sua Skoda Fabia RS gommata Hankook, che manco a dirlo va a segnare l’ennesimo cambio al vertice della classifica generale. Nella tornata pomeridiana la lotta non si placa, ed a realizzare i tre restanti scratch sono Mares, Marczyk e Suninen, ma a differenza della mezza tappa mattutina il padrone di casa Adam Březík si tiene stretto il timone della gara, resistendo agli assalti dei connazionali. Sulla replica della lunga Kopecky fora, ed anche se si ferma a sostituire il pneumatico un danno al tubo del freno lo obbliga ad arrendersi appena uscito dalla speciale. Nella prova seguente è il turno della Toyota Rally2 di Mares, una foratura lenta gli costa una trentina di secondi e precipita ai margini della top five. Un doppio passo falso che regala a Adam Březík un piccolo capitale di 9”.7 su Marczyk, ma gli altri due leoni dell’Europeo Suninen e Mabellini tallonano il polacco rispettivamente a 1”.6 e 2”.4. La sfida per l’ERC è dunque apertissima, ed anche per il leader il vantaggio non gli consente di amministrare un bel niente.
By Matteo Serena
