Una gara pirotecnica nella prima parte propone un braccio di ferro entusiasmante tra Rusce e Pollara, ma con il passare di chilometri Carmellino da corpo ad una rimonta incredibile rimediando al testa coda nel quale è inciampato nella prova di apertura, e si presenta nell’ultima speciale alla pari con Antonio Rusce e lo piega al fotofinish.
L’imbattibile re del ghiaccio Ivan Carmellino in coppia con Massimo Minazzi è ritornato ad essere Ivan il Terribile, e con la stessa fame di allora è tornato a macinare successi anche sui fondi catramati, e dopo un poker di successi stagionali a cavallo tra la prima e la seconda zona, è andato a conquistare la Finale di Coppa Italia. Una tra le più belle finali di Coppa con Ivan Carmellino e Massimo Minazzi che sui tre chilometri e rotti di Le Masse iniziano con un veniale testa coda che però a fine speciale gli costa ben otto secondi, in appena due minuti di speciale. A prendere subito il timone della gara sono stati Antonio Rusce e Gabriele Zanni, iniziando un botta e risposta esplosivi con Pollara Princiotto, con sorpassi e controsorpassi nella prima bouclé della domenica mattina. Carmellino però non si lascia prendere dalla foga di rimediare ad una brutta partenza, cerca di trovare il suo passo su delle strade, e soprattutto un fondo differente dagli asfalti del nord-ovest. Così il suo ritardo sale ad una dozzina di secondi, ma nel primo passaggio sulla Rometta mette in carniere il suo primo successo parziale. Il resto del plotone sprofonda rapidamente, mentre le due lepri in testa alla gara se le danno di santa ragione, ed il Valsesiano riaggancia il podio. La gara prende una sua identità precisa, ma quando i concorrenti rientrano al primo service di Messina è difficile immaginare un Carmellino in grado di ribaltare la classifica. Nelle sei speciali che restano la gara prende tutta un’altra piega, Ivan diventa nuovamente il terribile e batte ben cinque scratch, agganciando Rusce in vetta alla classifica ad una speciale dalla fine, e sull’ultima gli assesta la zampata finale che gli vale il suo primo successo di grande peso nei rally tricolori. Una dimostrazione di forza impressionante, non tanto per la velocità che il pilota di Scopa ha saputo mettere a terra, ma per la freddezza tattica e l’impressionante padronanza del suo passo. Da sottolineare la piazza d’onore di Rusce, quest’anno il reggiano ha dimostrato a più riprese di avere cambiato marcia, ed in questa occasione lo ha confermato, lottando sino all’ultimo metro, lasciandosi alle spalle il favoritissimo Pollara. Il padrone di casa mastica amaro, ma anche se si deve accontentare del gradino basso del podio va sottolineato che è rimasto sempre nel vivo della battaglia per il successo.
