SWEDEN NEL SEGNO DI SOLBERG

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La Svezia inizia con l’oramai tradizionale speciale in notturna che si conclude con il solito bagno di folla nella The Red Barn Arena, dove lo spettacolo non manca mai, e davanti al pubblico di casa Oliver si esalta, ed inizia battendo uno scratch bello pesante dove molla quasi quattro secondi a un Evans che paga una partenza leggermente conservativa.

Una speciale di appena dieci chilometri, assolutamente particolare (con una media decisamente bassa rispetto al resto della gara) e sotto una leggera nevicata che ha messo qualche centimetro di neve fresca sul fondo, l’affermazione “la gara vera inizia domani” non stona affatto. Ma Oliver dopo avere incantato al Montecarlo, giocato a carte coperte nello shake mattutino, opta anche lui per i luoghi comuni e per non sapere ne leggere ne scrivere parte a bomba e mette 3”.8 ad Evans e 4”.4 a Katsuta. Con un fondo da interpretare dove non è chiaro se chi parte dietro in certe situazioni potrà avvantaggiarsi, tiene giù il piede e mette secondi preziosi in carniere. Il ragazzo in questo momento non sembra preoccuparsi minimamente della corsa al mondiale, è evidente che il suo obbiettivo è bissare sulle strade di casa il successo appena ottenuto nel principato monegasco. Nonostante la notte, ed una strada bianca quasi senza tracce ha gestito in maniera perfetta la sua vettura, con un movimento al volante continuo alternando senza sosta impostare e correggere. Dosando con fluidità accelerazioni, ed uso del sinistro per tenere la vettura su una linea di galleggiamento ideale. I quattro secondi rifilati ai compagni Elfyn e Takamoto, sono un campanello di allarme soprattutto per Evans, che in una gara dove le medie si impenneranno non potra permettersi quegli eccessi di prudenza che in passato lo hanno visto compromettere troppi successi. Quarto al riposo notturno ci va Sami Pajari, mentre le Hyundai pagano 6”.7 con Neuville; 7”.9 Fourmaux e 9”.1 Lappi, un divario all’interno della squadra contenuto ma assolutamente pesantissimo dalle Toyota, circa sette decimi a chilometro se saranno confermati anche domani, sono il presagio di un incubo che potrebbe continuare anche nel profondo nord. Più disastroso del previsto l’inizio delle Puma by M-Sport con McErlean che al chilometro paga 1”.5 abbondante, mentre Armstrong sbatte contro un argine e si gira, ed a fine prova paga 45”, ma agli intermedi prima dell’errore era anche più lento dei compagni di squadra.

CLASSIFICA

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