La velocità in Svezia, e sulle speciali Scandinave on-ice, l’ha sempre fatta da padrona e continuerà a farla, ma grazie ai chiodi lunghi lo spettacolo che propongono le speciali di Umea merita il sacrificio di attendere a bordo strada con una temperatura di meno venti, a differenza di un montecarlo dove il compromesso gomme riduce velocità e spettacolo.
La regolamentazione FIA sulle gomme, in particolare in un rally difficile come il Montecarlo oramai propone una scelta limitata tra una gomma asfalto, ed un antineve che può essere chiodato o meno, ma comunque si utilizzano gomme decisamente larghe: un diciotto pollici con un impronta di 200 mm. La stessa gomma con una chiodatura Montecarlo, chiodo piccolo e in numero limitato (con una fascia esterna e una interna), nel caso di neve compattata o gelata garantisce poco feeling e poca prestazione. In salita la guidabilità è comunque discreta, ma per dare trazione alla vettura bisogna dosare l’acceleratore, dando fluidità ed evitando traversi e pattinamenti eccessivi. In discesa invece lo spettacolo, in particolar modo nelle frenate in appoggio, lascia il posto a delle vetture che per stare in strada sono obbligate ad anticipare la frenata, rallentando vistosamente tutto a danno dello spettacolo. Nessuno pretende di avere chiodature nordiche, ma un chiodo con una sporgenza di mezzo millimetro in più darebbe già un altro feeling, ma soprattutto aumenterebbe controllo e spettacolarità una gomma più stretta. La gommatura Svezia utilizza i cerchi da 15 pollici, ed una chiodatura ben più importante nel numero e nella lunghezza, la larghezza di questo pneumatico è maggiore rispetto a quando si utilizzavano i 16 pollici, ma è comunque di 156 mm, questo contribuisce a garantire velocità e controllo, e lo spettacolo è simile a quello di una volta. Con vetture che si esibiscono in traversi in pieno controllo a velocità iperboliche, medie che sull’asfalto del Monte sono lontane anni luce anche sull’asfalto asciutto, ma forse qualche passetto indietro per aumentare lo spettacolo vero non ci starebbe male. Qualcuno può anche accontentarsi di ammirare l’abilità dei piloti nella ricerca del migliore compromesso, ma definire questo spettacolo è un po’ troppo. In un certo senso riporta alla memoria i RAC di una trentina di anni addietro, quando in qualche edizione il freddo ghiacciava il fondo e con le gomme terra nei passaggi più lenti si arrivava pianissimo e si ripartiva patinando per una decina di metri quasi fermi.
