RED BULL ROMPE IL SALVADANAIO

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Nelle stagioni passate il bibitaro austriaco è sempre stato una delle presenze fisse su molte livree del WRC, in particolare su quelle delle vetture dove sedeva Ogier, sino dagli esordi in Citroen. Presenza che sulle livree del lupo di Gap si è interrotta con la Toyota nel 2020, ma da quest’anno dopo dieci stagioni di presenza nel WRC, Morizo, il grande capo di Toyota, ha accettato la proposta Red Bull.

La presenza del toro rosso sulle fiancate della Toyota GR Yaris Rally1 di Sebastien Ogier è stata una sorta di sorpresa, che la comunicazione della Red Bull ha lanciato via social poche ore prima la vettura del nove volte iridato scendesse dal truck Toyota, per la festa organizzata dalla città di Gap per il suo campione. Un colpo di scena visto che solamente qualche giorno prima la Toyota aveva presentato la sua nuova livrea, con un passaggio preponderante al rosso vivo, e sul vetro posteriore c’erano i nomi di Evans, Katsuta, Solberg e Ogier, mancava solamente Pajari sottintendendo una diversa livrea per la squadra B. Era quindi logico attendersi la stessa livrea per tutti, come è sempre stato sino dalla prima stagione nel 2017, tutte con i colori del costruttore, oltre agli immancabili partner tecnici della casa, ma non era mai comparso il marchio di uno sponsor vero. Per il colosso austriaco presente a 360° nello sport motoristico oramai da anni, il venti ventisei si annunciava complicato visto che ha sempre legato il suo marchio ai primi della classe. Quest’anno con la battuta di arresto in Formula 1, non vestire con i propri colori una vettura con il numero “Uno” ai vertici dell’azienda con sede nella regione di Salisburgo andava molto stretto. Questo ha dato una spinta ad andare all’assalto di Akio Toyoda (il capo indiscusso del motorsport del colosso nipponico), che sino dal 2017, anno del ritorno nel WRC della Toyota, ha vestito la Yaris esclusivamente i colori del marchio sportivo Toyota. Convincerlo a cambiare strategia comunicativa, permettendo al nove volte campione del mondo, prossimo a scendere nell’arena del Montecarlo, nuovamente con il numero “1” sulle portiere, sicuramente è costato un bel gruzzoletto. Il salvadanaio dei rally gestito negli ultimi anni con assoluta parsimonia, questa volta è dovuto andare in frantumi, viste soprattutto le grandi doti da commerciante di Morizo. Il grande capo Toyota non ha mai lesinato nulla alla sua squadra servisse per vincere, ma non ha mai scialato un solo Yen come possono testimoniare i piloti dove non si è mai sbilanciato su ingaggi stellari. Unica eccezione Ogier, nel suo caso a pesare sono stati i suoi tanti titoli piloti, ed il ritorno di immagine a questi legato. Un ritorno che Morizo in questo caso è riuscito a monetizzare in maniera diretta.

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