La presentazione del progetto che porta le firme di Lionel Hansen e Yves Matton ha messo sul banco del WRC il primo progetto firmato da un Tuner, tradotto in termini correnti una factory senza un costruttore alle spalle, questo ha scatenato le fantasie di molti, ma l’anomalia di un progetto privato presentato direttamente sui media FIA ha le sembianze di uno spot.
Da quando Project Rally One ha messo nero su bianco la sua candidatura ad entrare WRC 2027 approfittando della nuova regolamentazione tecnica, si è scatenata una sorta di isteria ad immaginare il fiorire di nuovi ingressi in un WRC, che nella realtà dei fatti non si è ancora schiodato dalla difficile situazione attuale. Rally One è sicuramente un passo avanti verso qualcosa di nuovo, ma si tratta solamente del secondo soggetto ad avere aderito al progetto Rally1 2027, sicuramente un qualcosa in più rispetto a qualche mese addietro, quando l’unica adesione era quella della Toyota. A differenza della nuova Toyota Rally1 2027, Rally One è un progetto che con le attuali basi sicuramente è in grado di arrivare a mettere a terra un prototipo in primavera, come annunciato da cronoprogramma. Resta però qualche punto interrogativo sulla capacità di mettere sul piatto a fine 2026 gli esemplari necessari per l’omologazione, visto che alle spalle la struttura logistica e tecnica è ancora tutta in divenire. L’elemento che ha sollevato maggiori punti interrogativi è stato il lancio del progetto, presentato e promosso dall’apparato comunicativo della FIA, con alle spalle almeno comunicativamente il vuoto assoluto. L’impressione è quella di un operazione nata sotto l’egida della FIA, che ha sposato e promosso un progetto utile alla federazione stessa per aumentare l’interesse sull’apertura appena ufficializzata ai tuner. In realtà l’apertura a Factory tecnologiche non supportate da un costruttore era stata annunciata a fine venti ventiquattro, alla presentazione del regolamento tecnico WRC 2027. Il consiglio mondiale FIA di Tashkent con la pubblicazione delle norme di omologazioni delle Rally1 2027, ha praticamente ufficializzato l’ingresso dei Tuner, e nel più classico stile comunicativo federale, ad un paio di giorni dalla presentazione delle regole è arriva la prima adesione. Tra Lionel Hansen e Yves Matton e Pro Speed in questi ultimi tempi si è consolidato un sodalizio attorno a numerose iniziative sportive tra circuito e strada con le vetture di Stoccarda, la capacità di realizzare un prototipo Rally1 2027 c’è tutta, la struttura però è molto piccola e comunque impegnata su altre attività, molte di queste in circuito. Lo sforzo per riuscire ad avere un team pronto per entrare con due vetture in pianta stabile nel WRC 2027 è mastodontico, e non sarà sicuramente facile reperire i budget necessari per mettere assieme piloti e imbastire una stagione mondiale con quattordici round, oppure solamente sette nel caso si opti per l’ingresso più soft. Più che di un Tuner con un suo progetto definito, vedi Prodrive con la BRX (alla Dakar), la sensazione è quella di un soggetto in cerca di supporto, preferibilmente da Stoccarda, oppure di uno sponsor in grado di dare slancio al progetto.
