In passato non abbiamo mancato di sottolineare la facilità con la quale in Italia si preferisce tirare un colpo di spugna sulle speciali, piuttosto che complicarsi la vita a tentare a fare ripartire una speciale interrotta. L’ERC in Polonia però è stato un brutto esempio in particolare nella prima sezione con la prima speciale interrotta e fermata e la seconda subito cancellata.
Se ci è capitato a più riprese di criticare il malvezzo di cancellare, o molto più sovente interrompere una speciale e non fare niente per tentare di fare riprendere la gara regolarmente, la Polonia è stato un perfetto esempio di cosa non si dovrebbe fare. Nella prima parte della gara sulla prima speciale del venerdì mattina l’incidente dell’austriaco Marcel Neulinger, ha mandato via metà del plotone con il tempo imposto. Una scelta che visto quanto è successo sulla speciale seguente lascia supporre, che una volta data bandiera rossa, la cancellazione della speciale sia stata quasi automatica. A lasciare molto perplessi, per utilizzare un termine diplomatico, è quanto è successo sulla Ochaby la seconda speciale di giornata. Ad una cinquantina di secondi dalla partenza la Skoda Fabia RS di Dominik Strítesky è uscita violentemente di strada, restando bloccata a bordo strada con l’anteriore disintegrato. Una botta che inevitabilmente ha richiesto l’intervento dei medici, per verificare le condizioni dell’equipaggio che dalle immagini è risultato scoccato, ma comunque entrambi vigili anche se sofferenti. La prima anomalia grave è quella di una bandiera rossa arrivata subito dopo la partenza di Marczyk, con un minuto a disposizione dall’incidente andato in diretta TV e la partenza di Miko, sarebbe stato logico dare la bandiera rossa subito. Vista la distanza relativamente vicina allo start, verificare condizioni della strada e dell’equipaggio era cosa abbastanza facile da gestire ed un breve stop non avrebbe rischiato di compromettere la gara del campione ERC in carica. Ma una volta fermata la speciale è emersa rapidamente la volontà di darci un colpo di spugna definitivo. L’impressione è stata quella di non avere nemmeno valutato se si poteva ripartire o meno, ovviamente con un po’ di ritardo; evidente il pensiero di andare avanti senza cercare complicazioni. Nell’ERC come nel WRC ci sono tempi adeguatamente dilatati per le esigenze televisive, e nel caso questi non bastassero non vediamo quale sarebbe il problema a costruire una gara dove la priorità sia quella di disputare nel limite del possibile tutte le speciali.
