Dopo avere giocato magistralmente nella tappa di ieri dando l’anima sulle speciali, ma puntando tatticamente su una serie di azzardi come non imbarcare la seconda scorta, oggi non si è fatto intimorire dalla pioggia, con il passo veloce dei giorni precedenti ha tenuto giù il piede con un approccio un pizzico più prudente nei punti più a rischio.
La temutissima pioggia ha fatto capolino sulle speciali della regione di Itapua sino dalla mattina, in maniera non devastante come si teneva, ed a parte qualche breve tratto molto bagnato l’emergenza acqua è finita prima di lasciare realmente il segno, ed il fondo è asciugato molto rapidamente. Ma nel finale è ricomparsa sulla power stage ed ha lasciato il segno anche sul podio finale. Nella prima speciale del mattino ha creato più di una difficolta a molti concorrenti, favorendo una lunga serie di svarioni, ma quando l’aderenza si azzera è fondamentale cercare di tenere un passo gara normale “quello sostenuto di sempre”, togliendo il piede solamente la dove i rischi sono più alti. Un esercizio che Ogier ha eseguito alla perfezione, e visto il suo vantaggio nella classifica generale quando la strada asciugava e le condizioni sembravano più gestibili è andato fortissimo ma tenendosi sempre dalla parte della ragione. L’impressione è quella non sia mai curato realmente degli avversari, ma si sia focalizzato unicamente sul suo passo cercando il giusto compromesso tra il portare la vettura al traguardo, ed al tempo stesso non disdegnare i punti del super Sunday senza però andare a cercarli a tutti i costi, ed alla fine ha faticato a digerire la pioggia che sulla power ha penalizzato lui e Fourmaux. Il lupo di Gap anche se non immune da errori è riuscito a dare la migliore lettura alla tre giorni del Paraguay, con tutte le sue difficoltà e soprattutto le sue trappole. Veloce come sempre, ancora una volta più dei suoi avversari giovani e meno giovani, ha saputo dare la migliore interpretazione tattica in ogni differente frangente che si è presentato. Nella caccia serratissima ai punti del super Sunday ha giocato un ruolo importante il guado iniziale (nella replica) sulla Bella Vista, che in uscita ha rallentato vistosamente i motori delle Hyundai di Tanak e Fourmaux. Una mezza rivoluzione per una classifica generale già molto corta, che di colpo si è ricompattata, se davanti Ogier veleggiava tranquillamente in solitaria la lotta per il podio si è presentata al via della power stage con Fourmaux, Evans, Neuville e Tanak raccolti in un fazzoletto di una decina di secondi. Un niente che però in casa Hyundai ha praticamente bloccato la possibilità di fare gioco di squadra a favore di Tanak. Perché tra le tre Hyundai c’era di mezzo la Yaris di Evans alla quale ogni punto concesso può giocare nella classifica mondiale a sfavore di Tanak. La pioggia che ritorna a cadere quando i migliori entrano nella power stage rimescola le carte e se Ogier deve rinunciare a una manciata di punti extra Fourmaux si vede buttare fuori dal podio per appena 1″.3. Evans invece resiste al finale indiavolato di Neuville che si porta ad un solo secondo dalla Yaris con il 33 sulle portiere, e si ritrova tra le mani un podio pesantissimo, ieri forse avrebbe potuto rischiare di più, ma non bisogna scordarsi che per l’ennesima volta è partito davanti a tutti.
