Nella frazione del venerdì la prima tappa si conferma tiratissima in particolare tra le prime guide di Toyota e Hyundai, un equilibrio che si rompe sul passaggio unico sui quindici chilometri della Gois dove Oliver e Adrien inciampano nello stesso punto e perdono il treno di testa dove continuano imperturbabili la loro marcia Ogier e Neuville che lo tallana a 3”.7.
Il venerdì del rally del Portogallo propone una vera battaglia campale che porta la pattuglia dei migliori cinque al remote service di Arganil raccolti in un fazzoletto di appena dieci secondi, ed un incredibile Evans, che nonostante l’handicap di spazzare la strada tiene botta a una quindicina di secondi. Una gara a dire poco esplosiva su un terreno tutto da reinterpretare rispetto alla passata edizione, un fondo asciutto ma appesantito fortunatamente per chi parte davanti aiuta a contenere i danni, soprattutto per le tre Yaris che aprono la strada. Nella mattinata un Fourmaux in versione XXL strappa la leadership a un Solberg che fatica ad interpretare il fondo nella maniera migliore e si ritrova in fondo al gruppetto di testa. Sui quindici chilometri di Gois prima Oliver e subito a ruota Adrien sbagliano nello stesso tratto, Solberg nonostante l’uscita perde solamente otto secondi e vede il suo ritardo salire oltre i dieci secondi, uno spavento, o se vogliamo un campanello di allarme che lo induce a rischiare qualcosina di meno e riesce a concludere la giornata in quarta posizione a una quindicina di secondi da Ogier. A Fourmaux va decisamente peggio esce dopo un testa coda innescato da un problema ai freni e rimedia due forature, ed a fine speciale paga una trentina di secondi, scivolando così alle spalle di Evans in sesta posizione. Al comando salgono così i decani Ogier e Neuville, il francese con tre scratch di fila nella bouclé pomeridiana riesce a togliersi dagli scarichi Neuville, che però gli concede appena 3”.7 e tiene altissima la pressione. Terzo un sempre più sorprendente Pajari autore di due scratch nella mattinata, dimostra di avere velocità ma anche una buona gestione del passo che lo tiene lontano dagli errori., ed al traguardo concede solamente 15”.2 alla coppia di testa. Una menzione particolare la merita comunque Evans, nell’ultima speciale riesce a tenersi stretta la sua quinta piazza sul ritorno di Fourmaux. Anche se partire davanti non è stato così penalizzante terminare a meno di trenta secondi dalla coppia di testa e una quindicina dal podio virtuale è un impresa monumentale. Gara in salita per Katsuta che partendo per secondo fatica moltissimo a tenere il passo di testa, mentre Sordo non riesce a trovare il ritmo dei primi e si inabissa a una minutata, tempi onesti ma costantemente in ritardo. Non quanto lo sprofondo Ford che solamente Sesks con un terzo tempo a spot sulla replica di Lousa riesce a interrompere.
