OGIER ACROPOLI DA INCORNICIARE

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Dopo due tappe memorabili con Neuville e Ogier impegnati in duello all’arma bianca sul filo dei secondi a dare la svolta decisiva sono stati i venticinque chilometri di Aghii Theodori, nel primo passaggio per due manciate di decimi Ogier riesce a strappare la leadership al Belga che nel secondo passaggio fora e deve accontentarsi di un slendida piazza d’onore.

L’Acropolis ha mandato in scena una gara tiratissima, dove a giocarsi il successo finale sono stati gli inossidabili Sebastien Ogier e Thierry Neuville, una sfida dove nei tre giorni i due sono risultati i più veloci del lotto. Al tempo stesso sono però stati dei veri maestri nel cercare di regolare il passo non su quello dell’avversario, ma sulla soglia delle forature e della gestione delle gomme, equazione complicatissima tra il caldo, le pietre e dei cambi di abrasività da una frazione all’altra. A decidere la gara è stata la speciale più lunga della gara la Aghii Theodori, che con i suoi venticinque chilometri e rotti (in tutti i sensi) ha aperto la frazione finale. Nel primo passaggio Ogier parte a tutta, ed anche se lo scratch è di Fourmaux per appena tre decimi, riesce a scippare per un 1”.3 lo scettro alla Hyundai di Thierry Neuville che lamenta un set up non perfetto (sulle parti più sabbiose il posteriore tende ad abbondare). Ma nessuno dei due ha intenzione di cedere qualcosa all’altro e nel primo passaggio sulla power stage i due si dividono lo scratch con un bel parimerito. Speciale che segna l’uscita di scena dalla classifica del super Sunday di Fourmaux, un’altra foratura gli fa perdere il treno dei primi e a questo punto con altri due minuti di ritardo non gli resta che sperare nei punti supplementari della power stage (che andranno persi anche quelli). Uno scivolone che spalanca il podio a un incredulo Takamoto Katsuta, rallentato molto dalla posizione di partenza paga tre minuti, ma si ritrova tra le mani un risultato pesante quanto insperato. Nella replica della Aghii Theodori, Ogier e Neuville duellano per una buona metà speciale sul filo dei decimi, senza che nessuno riesca realmente a prevalere sull’altro, ma ad una decina di chilometri dal traguardo una foratura lenta frena la corsa di Neuville. Qualche chilometro più in la anche il pneumatico posteriore destro comincia ad andare giù, ed anche se oramai i sogni di gloria sono andati adegua il suo passo, concedendo agli avversari solamente 53”, abbastanza per salvare con un buon margine la piazza d’onore. Takamoto Katsuta terzo gli paga ancora un paio di minuti, ma al giapponesino ne pagano altrettanti Mc Erlean, Fourmaux e Pajari che racchiusi in un fazzoletto di una quindicina di secondi si giocano le restanti piazze della top five nella volata finale. Una volata dove ad avere la meglio è l’irlandese che resiste al ritorno di Pajari, mentre Fourmaux perde qualche piccolo secondo per un altra foratura. 

CLASSIFICA

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