Nell’ERC esattamente come nel WRC i piloti non iscritti al campionato continentale scalano negli ordini di partenza dietro a tutti gli iscritti al ERC, Rally5 comprese, poco conta se questi come nel caso di Andrea Nucita sono in lotta per il titolo tricolore, a differenza del mondiale non ci sono wilde card federali o si paga l’euro iscrizione o si va dietro la lavagna.
Il problema nell’ERC si era già presentato in passato, e proprio al Roma Capitale in passato con gli equipaggi iscritti ad ERC e CIR sparpagliati nell’elenco iscritti nel 2017 per evitare questo la gara era stata sdoppiata. Ma forse il caso più macroscopico vicino a noi è stato quello dell’Ungherese Miklos Csomos, che nella stagione venti ventidue aveva corso l’intera serie continentale partendo dalle retrovie, perché non poteva iscriversi al campionato in quanto montava le Hankook, che allora non avevano un accordo con la WRC Promoter. Ma mentre nel mondiale esistono le wild card che permetterebbero a chi corre, ad esempio per il CIAR, di potere partire tra le WRC2, nell’ERC l’unica discriminante è l’iscrizione ovvero i quattromila Euro delle Rally2, mentre gli iscritti al CIAR hanno diritto ad uno sconto. Negli anni passati a non iscriversi all’ERC erano stati principalmente i quelli iscritti al solo CIAR Promotion, e se vogliamo così è stato anche questa volta così, peccato che tra gli aspiranti al Promotion ci fosse anche Andrea Nucita, e sulla speciale del Colosseo è andato a prendersi uno scratch. Sulla seconda speciale per Nucita e tanti altri dopo la bandiera rossa per l’uscita di Louis Constant, la speciale non è più stata disputata e sulla terza la Skoda Fabia RS del siciliano si è fermata, ed è finita così la sua corsa al monte calvario. Da una parte una sfibrante attesa per capire cosa avrebbe fatto, anche se le condizioni con delle strade oramai completamente sporche era chiaro si sarebbe giocato tutta un’altra partita. In tanti anni l’ERC fatica a darsi nuove regole, o meglio a correggere certe situazioni paradossali che si vengono a creare, tutte situazioni che fanno a pugni con degli elenchi iscritti troppo corposi. L’ERC è una serie che negli anni di gestione Europsort (il vecchio promotore della serie) è progredita molto andando a chiudere buona parte di quel gap che per anni l’ha divisa dal WRC. In alcuni passaggi è cresciuta molto in fretta e sta faticando a trovare una sua identità, troppo piegata sulla falsariga del WRC; senza case costruttrici, ed il ritorno mediatico legato a queste, l’interesse non è riuscito a prende veramente quota. Un altro problema sono gli elenchi iscritti troppo affollati, un gran bel biglietto da visita per un organizzatore, ma con troppi ingranaggi che vengono a scricchiolare tra ERC e serie Nazionali, oltre a quelli pratici nel tenere legata la gara.
