NUCITA ESALTA LE HANKOOK

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Prima del via sulla gara di Nucita pesavano due ombre, troppe stagioni a singhiozzo, e l’incognita gomme, le tante critiche raccolte nel WRC dalle Hankook, unite a continue voci su presunti ritardi al chilometro di 1” / 1”.5, rapresentavano un brutto spauracchio, invece in questo confronto su un asfalto asciutto hanno permesso a Nucita di realizzare scratch e tempi di tutto rispetto.

Dall’anno passato quando Hankook ha cominciato a calzare il mondiale, le critiche non sono mancate, se più di un top driver non ha avuto problemi a farlo in pubblico, dietro alle quinte le lamentele sono diventate una sorta di coro. Poco conta che nel corso della passata stagione in quelle poche speciali dove era possibile fare un confronto prestazionale, i cronometri certificassero una prestazione in linea con quelle precedenti. Purtroppo è sempre mancato un confronto nelle serie nazionali con un pilota di spessore, e l’unica occasione con Yohan Rossel allo Cevennes, penultimo round del francese, non è nemmeno iniziata, visto che il francese si è schiantato nella prima speciale. Ad impressionare in maniera particolare è stata la capacità di adattamento del pilota siciliano, anche se non ha mai calzato le Hankook è riuscito a trovare immediatamente un grande feeling, adattando perfettamente il set-up della Fabia RS Munaretto. Una sensibilità al volante che non è da tutti, soprattutto quando si arriva da una serie di stagioni affrontate alla giornata (per la latitanza di budget), con continui cambi di vettura. Arrivare alla bouclé finale in lotta per il secondo gradino del podio, dopo avere realizzato ben quattro scratch su nove speciali disputate, è la dimostrazione tangibile che la gomma c’è. Su un fondo asciutto, con qualche porzione più scivolosa, ma delle temperature in aria e al suolo molto basse, le Hankook si sono dimostrate all’altezza della situazione anche con condizioni assolutamente particolari. Resta solamente un dubbio da chiarire se si trattasse di una evoluzione delle Ventus utilizzate sugli asfalti del mondiale, perché quelle gomme con la spalla nera e anonima avevano tutta l’aria di gomme evolute ancora in fase di collaudo.

CLASSIFICA

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