NEUVILLE VINCE OGIER CAMPIONE

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Dopo i colpi di scena a ripetizione che nelle ultime due speciali di ieri sera hanno stravolto la geografia della gara, oggi sui trentatré chilometri di Asfan un altro giro di ballo ha ribaltato tutto, spalancando un autostrada verso il successo a Neuville, mentre Ogier si ritrova a sorpresa sul terzo gradino del podio a festeggiare il suo nono titolo con un risultato bello pesante.

L’Arabia Saudita dopo i ribaltoni di ieri sera, sembrava destinata ad una cavalcata solitaria di Ogier, attento a non lasciare punti extra a Evans, ed andare a chiudere quella che doveva essere una formalità, ed invece una gara folle di colpo è diventata un cross country, ed ha fatto andare il cuore in gola a tutti sino all’ultimo metro. Mentre davanti a giocarsi l’ultima gara del campionato c’erano Thierry Neuville e Martins Sesks, separati da meno di una manciata di secondi. Il belga deciso ad andare a firmare il suo primo successo scratch dopo che l’anno passato si è laureato campione del mondo, mentre Sesks era caccia di un sogno tanto bello da non sembrare vero, anche se avesse dovuto cedere il gradino più alto del podio a Neuville. Sulla lunga della giornata invece si è innescata l’ennesima carambola e il pilota Lettone si è dovuto fermare per ben due volte a sostituire due pneumatici, sprofondando ai margini della top ten. Un risultato che non toglie nulla ad una prestazione oltre all’immaginabile, dove è mancata solamente la ciliegina sulla torta, quella che in Estonia ha reso unica la vittoria di Oliver Solberg. Alle spalle del belga a parziale consolazione del clamoroso errore al controllo orario di ieri sera Fourmaux si ritrova tra le mani una seconda posizione conquistata sudando le proverbiali sette camice. Partito di buona lena, ma con la dovuta attenzione si è ritrovato dopo pochi chilometri nella polvere di Sesks, perdendo una valangata di secondi, ed allo stop si ritrova dietro ad Ogier. Essere riuscito a mantenere i nervi saldi, e non inciampare in errori o forature gli ha consentito di vedersi restituire prontamente dalla direzione gara e dal collegio il tempo perso e così è risalito meritatamente al secondo posto. Un Ogier superlativo in un mix diabolico tra il cercare di non prendersi rischi e preferire linee centralissime, ha tenuto comunque un passo importante per evitare di cedere punti ad Evans, e proprio sulla lunga conquista uno scratch che lo proietta dalla sesta piazza al gradino basso del podio. Una degna conclusione per la nona corona iridata, un’impresa epica che una gara incredibilmente penalizzante per chi partiva davanti, con alcune stage simili a quelle dei rally raid hanno provocato una serie di terremoti che hanno rubato completamente la scena ad una gara di chi si giocava il titolo piloti. Nel balletto delle forature e dei ribaltoni Pajari riesce a recuperare la quarta posizione mentre Katsuta scivola alle sue spalle con una Yaris bella accartocciata.

CLASSIFICA

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