I cinque chilometri e rotti della Shake Down di Baltar, non regalano particolari indicazioni relative alla sfida tutta interna alla Toyota per il WRC piloti, ma il miglior tempo nella prima run di Fourmaux e quello nella terza di Neuville, anche se non significa avere chiuso completamente il gap è evidente che sullo sterrato la Hyundai non è più alla deriva completa.
A battere la migliore prestazione assoluta è la Hyundai i20 N Rally1 di un Neuville che ripete un copione consolidato, con una partenza soft per prendere le misure al tracciato, per poi andare ad aumentare il passo nella terza e ultima run per comprendere la risposta della vettura. Ed il miglior tempo da un idea di quanto su questo genere di terreno il divario tra le Toyota e le Hyundai sia decisamente ridotto, a differenza dell’asfalto dove è rimasto abissale. La seconda migliore prestazione è quella di Sami Pajari realizzata nel secondo passaggio, che paga al driver belga appena tre decimi di secondo, mentre per due decimi si lascia alle spalle la seconda Hyundai di Fourmaux. Il quarto tempo assoluto è quello della Puma Raly1 di un Martins Sesks tutto in crescendo, che nell’ultimo passaggio lo vede portarsi alle spalle del podio virtuale, a differenza delle due vetture ufficiali che restano in fondo al drappello della classe regina. Anche se la prestazione di Armstrong autore del nono tempo assoluto concede al pilota lettone appena 1”.1. I distacchi sono davvero minimi, troppo corti per dare delle indicazioni attendibili, non è un caso che i primi sei della classifica risultano raccolti in un fazzoletto di appena sette decimi. Se Elfyn timidamente ha cercato di capire quanto possa essere lo svantaggio di partire davanti a tutti, l’impressione è che si tratti di un gap sempre sensibile. Chi di indicazioni non né ha cercate, ma soprattutto non ne ha voluto concedere è stato Seb Ogier, che dopo un passaggio onesto nella prima run ha giocato sempre a carte coperte.
