Ieri sera è venuto a mancare uno spettatore colpito dai detriti di una struttura urtata dalla vettura numero 39 (del CIAR Junior) nella sua uscita di strada, la direzione gara a quel punto ha deciso di sospendere la gara, ma la famiglia del deceduto, un grande appassionato ha richiesto di onorarlo proseguendo la gara.
L’incidente è avvenuto nella speciale numero tre, la “Falvaterra”, alle ore 13:08 la vettura numero 39, una delle Renault Clio Rally5 dello Junior è uscita di strada all’altezza della postazione 40, prossima al fine prova speciale. Alla segnalazione dell’uscita tramite il tracking della vettura, è seguita immediatamente la richiesta di intervento lanciato dal commissario in servizio in quella postazione, richiedendo l’intervento dell’ambulanza per soccorrere una persona che si era infortunata. Da quanto riferito dall’Ufficiale di Gara che ha lanciato la richiesta di soccorso, la persona ferita non è stata colpita dalla vettura, ma da detriti provocati dall’urto della vettura contro una piccola struttura in muratura a margine della strada. Al momento dell’urto la persona infortunata stazionava in una zona vietata al pubblico. La persona infortunata era vigile e cosciente, ed il commissario è riuscito a metterlo direttamente in contatto telefonico con il capo medico per valutarne le condizioni mentre i soccorsi stavano per raggiungerlo. L’ambulanza una volta prestati i primi soccorsi ha provveduto a trasportarlo all’ospedale di Cassino per ulteriori accertamenti. La Direzione Gara e l’organizzatore sono rimasti in continuo contatto con la struttura ospedaliera e le Forze dell’Ordine, per monitorare le condizioni della persona infortunata, ma purtroppo dopo qualche ora è arrivata la comunicazione del decesso. L’Organizzatore ha deciso di sospendere la manifestazione. A quel punto la famiglia della persona deceduta, ha richiesto di onorare il suo capostipite chiedendo la competizione continuasse regolarmente. Presente sulle speciali del Lazio per seguire e supportare il nipote, da sempre appassionato, vicino alle corse e praticante negli anni settanta, la famiglia non ha avuto dubbi su quale sarebbe stata la volontà del signor Luciano.
