LANCIA, VOLA SOLO CON CRUGNOLA

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Al Rally di Roma Capitale la squadra Lancia era presente con le sue cinque vetture ufficiali impegnate nel WRC, ERC, Francese e Italiano, una presenza che qualcuno ha interpretato come un grande assalto per conquistare Roma e non come un cercare di ampliare il suo data base tecnico sui fondi catramati.

La Ypsilon Rally2 HF Integrale si era presentata al via della stagione con la sbarra delle aspettative fissata molto in alto, e non stiamo parlando della Lancia di un tempo e neppure di quel ritaglio di marketing che ha giocato sull’equivoco WRC, WRC2. Quello a cui ci riferiamo è il progetto della Stellantis Motorsport clienti che dopo la Peugeot 208 T15, la Citroen C3 Rally2 è andato avanti ed ha fatto lo step Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale. Avere tenuto in alto le aspettative inevitabilmente porta a leggere catastroficamente ogni risultato che non sia una vittoria, dimenticandosi che nella serie cadetta dedicata alle rally2, ovvero il WRC2 la Lancia ha vinto in Croazia e Canarie con Yohan Rossel e in Japan con Gryazin. Indiscutibile regina dell’asfalto. Ha invece dimostrato di avere il fiatone sulle serie nazionali dove ha puntato di più: Francia, Italia e Spagna. Innanzi tutto le due Lancia ufficiali by PH Sport per essere coerenti con il campionato WRC2 e raccogliere dati utili a crescere, e non certo a inseguire un effimero successo ERC, si sono presentati con le Hankook, ovvero le gomme del mondiale. Un pneumatico che non è così male, ma quando le temperature dell’asfalto si impennano ha un importante calo prestazionale, ed a Roma il sole ha sempre picchiato duro. Considerato che in entrambe le tappe Rossel ha cercato di tenere una passo veloce ma regolate, più da test che da gara la nona piazza appena dietro a Mebellini ed una trentina di secondi da Bonato è qualcosa che ci stava nelle aspettative reali. Più sorprendente un Gryazin quarto alla fine della prima bouclé, ad appena diciannove secondi da Crugnola, praticamente messo in fila da tre equipaggi Pirelli. Purtroppo per lui il cambio ha ceduto, ed è rientrato in gara con il fardello del super rally. Primo al traguardo finale in quinta posizione assoluta è stato Yoann Bonato, che però paga ben 58” al vincitore, l’esperienza sulle speciali romane non gli faceva difetto, come le doti di asfaltista, ma non è mai riuscito a entrare nel vivo della gara. Al traguardo è risultato il primo equipaggio gommato Michelin, un interessante confronto tra la Trajectus Motorsport che nel francese con Bonato a lavorato sulle Michelin e la F.P.F. Sport che con Crugnola in Italia hanno lavorato sulle Pirelli. Ed a lasciare il segno sulle speciali romane è stato proprio Andrea Crugnola autore di due scratch, ma soprattutto leader della gara dalla prima speciale del venerdì alla quinta, prima di scivolare fuori strada nella Piana di Rascino. Una dimostrazione che la Ypsilon c’è perché l’azione del Cru in una sessantina di chilometri ha fatto esplodere tutto il gruppone, ed a tenergli testa è rimasta solamente la Fabia RS di Roberto Daprà.

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