I muri di neve quasi inesistenti e una carreggiata larga e meno incassata il primo giro hanno mantenuto un certo equilibrio tra chi partiva davanti e chi dietro, nella replica però tra il ghiaccio tritato e le linee differenti tenute dalle Rally2 e Rally3, partire davanti è diventato penalizzante ma Evans è riuscito a difendersi più che egregiamente, cedendo solo nel finale a Katsuta per un niente.
Lo Sweden di Umea anche questa volta è riuscito a proporre un fondo in continua evoluzione, nel passaggio mattutino ha messo in luce un certo equilibrio tra chi partiva davanti e chi più indietro, ed a capitalizzare al meglio la situazione è stato un Elfyn Evans XXL. Dopo avere fatto registrare due scratch consecutivi si presenta al service con una quindicina di secondi su Katsuta e venti abbondanti su Pajari, primo dei non Toyota un Lappi non completamente a suo agio, molto attento a non commettere errori con una macchina che non ha ancora del tutto in mano. Ottimo quarto ma con una mezza minutata sul groppone, a tallonarlo c’è Solberg, partire per primo sulla strada gli è costato qualche secondo, ma con un bello svarione fuori strada Oliver è andato a rimedire una trentina di secondi extra in un colpo solo. Nella replica però la musica è cambiata, il ghiaccio tritato e le linee ideali delle rally1 sporcate dalle vetture che partivano dietro hanno messo alle corde chi apriva la strada, un giro che costa a Solberg un altra quindicina di secondi, ed a fine giornata paga poco una cinquantina di secondi al leader della gara e si ritrova appena fuori della top five. Questa volta paga dazio anche Evans, ma il dragone gallese si difende in maniera imperiale, gestendo il vantaggio accumulato con un gran passo ma senza cadere in pericolose esagerazioni. Anche perché tra chi parte dietro l’unico che ha un distacco contenuto è Katsuta; con due scratch consecutivi il giapponese riesce a farsi sotto e nel finale salta il compagno di squadra, ma lo mette dietro solamente per 2″.8. Takamoto chiude così una prima tappa davanti a tutti, in una gara dove ha sempre dimostrato di avere la velocità dei migliori, a questo punto si trova davanti a un bivio non da poco, andare a cercare il successo oppure accontentarsi di tenere alto il ritmo senza preoccuparsi se Evans sarà davanti o dietro. D’altronde con Pajari a quasi venti secondi sa che la sua posizione è inattaccabile o quasi, ovviamente Evans a parte. Quarto a quaranta secondi un onestissimo Lappi, nella replica della lunga osa qualcosa in più e si scrolla il fiato sul collo di Solberg e Fourmaux, dimostrando di avere velocità ma anche la giusta dose di testa per smaltire la ruggine, ed al tempo stesso per gestire una vettura ancora in debito prestazionale. Un altro sprofondo rosso per le Puma by M-Sport con Armstrong ottavo a due minuti abbondanti, davanti all’inesistente Mc Erlean, mentre Sesks batte tutti i record di forature e si deve fermare al service di metà giornata.
