JAPAN TANAK CONFERMA LA SPEC MONTE

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Il rally Japan è alle porte e Hyundai per si annuncia ancora una trasferta tutta in salita, in particolare per Tanak in corsa, almeno per la matematica, al titolo piloti, una gara non così differente dall’asfalto di Passau dove la i20 N Rally1 ha dimostrato di non avere chiuso completamente il gap con la Yaris, e Tanak ha confermato la vettura 2024 in specifica Montecarlo.

Oramai manca solamente una settimana alla trasferta del WRC sugli asfalti del Japan, il penultimo round del campionato, tappa importantissima per l’assegnazione del titolo mondiale piloti, un discorso a tre tutto interno alla Toyota con Evans, Ogier e Rovanpera raccolti in un fazzoletto di pochi punti. Per la matematica il Japan lascia ancora una piccola finestra aperta sulla strada nella corsa al titolo piloti di Ott Tanak e Martin Järveoja. Il pilota Estone dopo il Central European fa molta fatica a crederci, ma di sicuro non ha intenzione di gettare la spugna, in una stagione così avara di risultati ogni opportunità è buona per tentare di battere le Yaris. La gara con le sue strade strette e scivolose, ha dimostrato nelle edizioni passate che tra pioggia e umido le trappole si possono nascondere dietro ad ogni curva. In una di queste l’anno passato a inciamparci è stato proprio Ott, un uscita che allora è costata alla Hyundai il titolo costruttori. Una ragione i più per andare a prendersi una rivincita e per farlo come nella gara di Passau, ha preferito fare portare in Giappone la vettura 20224 in specifica Montecarlo. Una scelta che in Germania prestazionalmente non è sembrata così differente rispetto alla vettura nuova, ma sicuramente ha aiutato a dare linearità alle reazioni della vettura, dando così più fiducia ad Ott e questa si è avvertita nella costanza della sua azione. Le Hyundai in versione 2025 saranno quelle di Neuville e Fourmaux. Il lavoro di messa punto su asfalto e delle temperature più basse rispetto a quelle delle Canarie, hanno permesso di chiudere quasi interamente il gap pagato alla Toyota nelle isole iberiche in primavera. In entrambe le versioni la Hyundai ha però pagato qualche decimo di troppo alle Yaris, prima quando Ogier e Rovanpera hanno messo le rispettive vetture alla frusta, e nel finale con la rimonta di Evans. Queste strade particolarmente lente ma impegnative, saranno la prova del nove per i progressi fatti, in particolare per capire se i tanti errori di Neuville possono essere stati condizionati dalle reazioni della vettura (più nervosa). Un ipotesi nemmeno troppo balzana visto che Fourmaux non è mai riuscito a stare sui tempi del Belga, e nel finale quando ha iniziato a modificare sensibilmente il set-up è andato completamente in palla.

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