La Croazia lasciata Zagabria per una nuova versione più vicina alla costa, una gara che propone a livello di aderenza una sorta di equazione in continua evoluzione, e le caratteristiche del tracciato passano dalle carreggiate medie incassate tra i rail e cordoli di cemento, a strade molto strette e rotte, ma ad imperare sono i taglioni, con corde al limite dell’impossibile.
La nuova versione della Croazia con partenza dalla città di Fiume, in queste prime due giornate ha proposto i cambi di scenari promessi da una giornata all’altra, con continui cambi di asfalto e quindi di aderenza. Ma a fare la differenza sono anche le carreggiate che si allargano e si stringono, alternando strade più curate, ad altre tipiche di campagna molto strette e con tanti tratti sconnessi. Il tracciato propone un guidato medio veloce, con pochi tratti lenti oppure tornanti dove serve il massimo della potenza nel rilancio, un asfalto lontano dai canoni a quelli a cui siamo abituati nelle speciali delle università del catrame. Dalla maggioranza dei rally di casa Italia, a quelli d’oltralpe dove il grip sull’asciutto è generalmente molto buono, ma soprattutto a meno di strade particolari, come quelle delle colline di Cuneo, Asti e Alessandria (vedi il rally del Piemonte), a farla da padrona in Croazia continua ad essere la tendenza a sporcarsi. Sulle speciali di Zagabria terra e ghiaia trascinate in carreggiata imperavano nonostante un massiccio utilizzo degli antitaglio, al contrario quest’anno se ne sono utilizzati molti di meno e le strade a tratti sono diventate una sorta di rally misto asfalto terra. Amplificando in maniera esponenziale il vantaggio di partire davanti a tutti, l’esempio lampante è quello di un Evans che se non fosse uscito di strada probabilmente avrebbe chiuso la partita alla fine della prima bouclé del venerdì. A parte i taglioni estremi con la macchina completamente fuori della carreggiata, dove più che un antitaglio servirebbe un controllo attento, dove potrebbero starci anche delle penalizzazioni (come ad Ypres). Tagli significa anche forature, ed obbiettivamente sarebbe il caso di fermarsi a riflettere se per limitarli sarebbe più utile un abuso degli antitaglio, oppure imporre una passo indietro alle gomme da asfalto. Anche perché cercare un aiuto in corda è una cosa, che comunque sporca, ma uscire da una curva è cercare quella linea pulita in mezzo alla terra riportata è una sorta di assurdo, dettagli su cui in Croazia lavorano anche i ricognitori.
