Sui 6,79 chilometri dello shake down di Conuco il Cile si presenta con un fondo appesantito dalla pioggia caduta in precedenza, ed anche se a firmare lo scratch è la Hyundai di Tanak piegando per un solo decimo Rovanpera, ad impressionare è un Evans terzo a soli tre decimi con tempo realizzato però nel primo passaggio.
Lo shake del Cile è stato decisamente avaro in termini di indicazioni, la pioggia caduta precedentemente ha reso molto pesante il terreno, ed a evitare asciugasse velocemente hanno contribuito l’umidità della notte e le basse temperature. Anche se non sono emerse porzioni fangose, le speciali del venerdì mattina potrebbero presentare delle condizioni simili, leggermente asciutte, ma sempre abbastanza pesanti. L’unico ad avere provato a leggere queste condizioni mettendo giù il piede nel primo passaggio è stato Evans, per non lasciare niente al caso ha provato a dare tutto sui sei chilometri e mezzo di Conuco aprendo la strada. Il risultato è stato a dir poco sorprendente, miglior tempo mollando a Rovanpera 1”.4, un tempo che nel secondo passaggio riusciranno ad abbassare solamente Tanak e Rovanpera, ma di appena tre decimi il primo e due il secondo. Venerdì mattina le cose potrebbero non essere così differenti, ed in questo caso il dragone Gallese ha dimostrato di essere pronto a difendere la sua leadership iridata. Tanak e Rovanpera hanno affrontato entrambe le loro due tornate con un buon passo, non rinunciando a mostrare i muscoli, a differenza di Elfyno che nella replica alza il piede limitandosi a transitare. Di sicuro le condizioni della strada saranno decisive, perché ghiaia e pietre in superfice, soprattutto quando c’è da girare il volante sono parecchie, ed in una gara asciutta la situazione si ribalterebbe completamente. Quarto tempo, dopo un primo passaggio al piccolo trotto per sua maestà Ogier, autore del solito shake a carte coperte. Chi invece ha preferito concentrarsi esclusivamente sul risparmiare le sue coperture è stato Neuville con due passaggi abbondantemente sopra il muro dei 3’30”, poco meno di una decina di secondi di ritardo sui primi della classifica. A testimonianza del terremo molto pesante il peggioramento dei tempi rispetto all’anno passato, allora Lappi aveva fermato i cronometri a 3’14”.8; tanta roba a confronto con i 3’21”.5 di Ott Tanak. Alle spalle dei primi quattro troviamo Fourmaux e Pajari, due tra i giovani rampanti che partiranno nelle retrovie e sperano la strada asciughi rapidamente.
