Da quando è stato introdotto il service park unico, i remote service nella maggioranza dei casi sembrano diventati un feticcio al quale non si vuole ricorrere, anche quando le distanze impongono zone refueling o zone per il cambio gomme. Ma con il meteo del Montecarlo sarebbe intelligente e soprattutto garantirebbe maggiore sicurezza l’inserimento di remote brevi all’inizio di ogni speciale.
Dagli anni settanta ottanta la filosofia dei rally ha subito una vera rivoluzione, dalle assistenze libere al service park unico, ad ospitalità stile camper per i top driver, a veri e propri castelli dove accogliere equipaggi, meccanici, invitati e stampa, strutture meno sfarzose rispetto a quelle della formula 1, ma sulla stessa falsariga. Nell’epoca dell’immagine anche questo fa parte del gioco, ma rispetto ai tempi nei quali è nata la leggenda di questo sport a Montecarlo le squadre ufficiali avevano assistenze volanti a fine speciale ed inizio speciale, ed era molto raro vedere i piloti in trasferimento invertire le gomme oppure lavorare sulla vettura. Nel caso particolare del Montecarlo vedi quest’anno si tratta di operazioni da fare sotto la pioggia, o in mezzo alla neve spesso al gelo, per poi riprendere la gara con la tuta ignifuga bagnata fradicia. Sicuramente non il massimo per i piloti e nemmeno per la sicurezza, lo scudo dietro al quale oggi si giustifica ogni decisione. Nel caso particolare del Montecarlo inoltre c’è un problema di scelta delle gomme per tre speciali consecutive, dove obbligatoriamente si devono trovare delle scelte di compromesso, che non favoriscono lo spettacolo come testimoniano i tanti passaggi al rallentatore, tantomeno la sicurezza con uscite anche sul dritto. Tornare indietro oggi è improponibile, ma dei mini remote service, tra una speciale e l’altra a tempo e interventi limitati sarebbe l’ideale per rimediare a piccoli cedimenti, montare gomme differenti, o semplicemente girarle. Ma per qualcuno questo è diventato una sorta di bestemmia, come se due oppure pulmini con sei o sette meccanici intaccassero i budget, visto che si tratta di mezzi presenti sui campi gara, ed anche il personale spesso fermo ai service a girarsi i pollici per buona parte della giornata. Inoltre in una gara come il Montecarlo permetterebbe di montare delle gomme adeguate alle condizioni, una sicurezza in più per piloti e pubblico. Una soluzione che permetterebbe non solo a Montecarlo, ma in tutte le gare di ovviare ad eventuali cedimenti o riparazioni di fortuna con l’intervento diretto dei meccanici. Magari con l’apertura a qualche sostituzione in più, operando anche con ricambi che non siano obbligatoriamente imbarcati sulla vettura da gara.
